Il Caffè: lunghe code sulle strate, trovato un "colpevole"?

Il Caffè: lunghe code sulle strate, trovato un "colpevole"?

Gennaio 14, 2018 - 03:13
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Il Caffè pubblica oggi un articolo in cui l'ingengere Mauro Balestra individua un possibile "responsabile" per il dilungarsi dei rilievi in caso di incidenti.

Due auto si tamponano, cade un motociclista o un incidente stradale della più svariata natura accade, magari durante l'orario di punta, e il traffico si paralizza per svariate ore. Sono scene che sembrano diventare sempre più consuete sulle nostre strade. Ovviamente gli automobilisti incolonnati si lamentano della lunghezza dei lavori di rilievo e di sgombero del campo stradale. Se da un lato le autorità assicurano che questi sono svolti nella maniera più celere possibile,  c'è chi fornisce qualche consiglio per ridurre i tempi in cui la circolazione viene bloccata.
Oggi su Il Caffè, in un articolo di Andrea Stern (che da questo gennaio è passato dalla redazione di Ticinonews a quella del domenicale), a parlare è l'ingegnere Mauro Balestra, "un luminare nel campo delle perizie" che "tiene corsi di psicologia del traffico all’Università Cattolica di Milano e nella sua lunga carriera si è occupato, tra i tanti casi, degli incidenti costati la vita alla principessa Lady Diana e al pilota Nicky Hayden", scrive Il Caffè.
Dopo un incidente, spiega Balestra al domenicale, per i periti che dovranno occuparsi di analizzare la dinamica dell'accaduto serve conoscere "le posizioni dei veicoli e di eventuali vittime, nonché tutte le tracce di frenata, gli spargimenti di liquidi e i frammenti che la pulizia della carreggiata potrebbe cancellare o alterare. E basta". In caso di incidente, sostiene l'ingegnere, la priorità "è chiaramente la messa in sicurezza delle persone e il loro soccorso. Una volta che i soccorritori sono entrati in azione, gli agenti possono subito iniziare i rilievi, limitandosi a quelli strettamente necessari. Poiché un’altra priorità deve essere quella di riaprire il più presto possibile il tratto stradale interessato, così da non paralizzare la viabilità".
Dunque duranti i rilievi fatti non sempre ci si limiterebbe ai rilievi "strettamente necessari"? Mauro Balestra individua una pratica potenzialmente superflua nell'utilizzo del Laserscan. "Tra la posa sulla strada e l’utilizzo", argomenta, "richiede parecchie decine di minuti, perché la scannerizzazione va ripetuta in più posizioni. Durante tutto questo lasso di tempo la strada deve rimanere chiusa alla circolazione", eppure "non offre un risultato migliore a quello che si può ottenere con altri strumenti, in un secondo tempo e senza la necessità di interrompere la viabilità".
Non si tratta per Balestra di mettere in dubbio la professionalità degli agenti chiamati a questo compito, che secondo l'ingegnere sono "tutti molto ben preparati, entusiasti e veloci", ma "probabilmente non c’è nessuno che dà loro le giuste indicazioni". L'ingegnere invita pertanto a "sedersi a un tavolo con chi fa le ricostruzioni degli incidenti e vedere quali sono effettivamente i dati che servono".