Il Caffè: verso il 2019 con i due leader "azzoppati"?

Il Caffè: verso il 2019 con i due leader "azzoppati"?

Novembre 12, 2017 - 05:05
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Il Caffè ricorda i tempi in cui Dadò invitava a "spalare carbone"...

"Non vi offro una vacanza alle Maldive, ma vi chiedo di venire con me in miniera a spalare carbone". Su Il Caffè di oggi si può leggere un articolo di Stefano Pianca che esordisce citando le parole pronunciate da Fiorenzo Dadò in occasione del congresso azzurro che lo elesse a gennaio alla  guida del Ppd (leggi qui), notando come "a rileggerle oggi le parole di Fiorenzo Dadò al momento dell’investitura a presidente Ppd fanno venire i brividi. Lungo le schiene 'pipidine' anzitutto". Da li a poco infatti come noto, si legge su Il Caffè, si stava per abbattere "un uragano di potenza tropicale - quello dell’appalto fuorilegge e milionario ad Argo1 - che ha investito le istituzioni e il vertice del Ppd in particolare. Raffiche che continuano se è vero che ormai si parla apertamente di trovare un nome per sostituire anzitempo il ministro più scosso dalla vicenda".  "Ma oggi sparare su Beltraminelli, il parafulmine, è troppo facile", scrive Il Caffè, "perché ciò rafforza il sospetto che, all’interno del partito, si voglia distogliere l’attenzione dall’altro personaggio di primo piano investito dallo scandalo". Il riferimento è al presidente cantonale del Ppd Fiorenzo Dadò, "che rischia di vedersi bruciata la carriera politica per un weekend trascorso a Bormio nell’albergo prenotato dal titolare di Argo1", si legge. "Quel Sansonetti", prosegue l'articolo,  "che sul conto aperto da Dadò e compagna (funzionaria non dirigente ma in prima linea nella gestione dei migranti) ha lasciato uno "spendibile" di 150 euro. Poi diventato vulgarmente una cena".

 "All’interno del Ppd prevale per il momento un sentimento che sfuma dalla difesa ad oltranza (anche dell’indifendibile), a chi invece consiglia di continuare a far politica sui temi concreti", prosegue l'articolo de Il Caffè. "Aspettando, serenamente, si fa per dire, gli esiti delle varie inchieste penali, amministrative e, ora, anche politiche sulla tempestosa vicenda". "Ma la base", prosegue l'articolo, "vede nero ad immaginare la marcia verso le elezioni cantonali del 2019 al passo dei due leader "azzoppati".