Il capo della Polizia ammette, i No Global furono torturati

Il capo della Polizia ammette, i No Global furono torturati

Luglio 19, 2017 - 10:50
Posted in:

In un'intervista a Repubblica il capo della Polizia di Stato italiana Franco Gabrielli fa mea culpa sui fatti del G8 di Genova del 2001. Forse anche qualche "columnist" nostrano deovrebbe fare altrettanto...

Ne ha per tutti, Franco Gabrielli, attuale capo della Polizia di Stato italiana. In una lunga intervista a Repubblica, l'uomo che comanda la più importante forza di sicurezza in Italia, torna indietro di 16 anni per parlare di quella pagina triste, Genova 2001, che ha visto la città ligure, proprio il 20 luglio, ospitare il vertice del G8, con relativa contestazione degli altermondialisti, chiamati dai media in modo semplicistico "No Global". Genova il 19, 20, 21 e 22 luglio, ha vissuto giorni caldi, violenti, di massacro.
La morte di Carlo Giuliani per mano del carabiniere Mario Placanica (anche se questa versione oggi è in buona parte superata dalle perizie del processo), lo sgombero da parte degli uomini di Gianni De Gennaro della "Diaz", le carcerazioni di molti manifestanti alla caserma di Bolzaneto, trasformata per qualche giorno in un lager in cui alcuni partecipanti alle manifestazioni furono torturati. Senza dimenticare le migliaia di persone manganellate gratuitamente da carabinieri e polizia mentre sfilavano nei cortei di protesta.
A Genova, fra il 19 e il 22 luglio lo Stato di diritto non fu sospeso, bensì bellamente calpestato. 
Il Genoa Social Forum tentò di denunciare i soprusi e le violenze, ma la macchina mediatica presentò all'opinione pubblica, gli altermondialisti che sfilavano per le vie di Genova come dei terroristi.
Anche in Ticino gli opinionisti più importanti del Corriere del Ticino e in parte del Giornale del Popolo scrissero di tutto per presentare i contestatori di Genova come una manica di terroristi. Bene erano tutte fake news!!
Nei giorni dopo i fatti di Genova, incontrai un amico di allora, oggi docente al liceo, che con tutta la sua indignazione, mi faceva vedere i commenti apparsi sulla stampa ticinese. Gli risposi già allora, che dopo qualche anno, lasciando operare la magistratura, si sarebbe probabilmente arrivati se non alla verità, almeno ad una contestualizzazione dei fatti. Senza voler assolvere il comportamento dei "Black bloc", a Genova erano state le forze dell'ordine e le istituzioni ad avere un comportamento criminale!
E dopo più di 3 lustri, a 16 anni di distanza, ecco che l'attuale capo della Polizia italiana, in un'intervista a Repubblica, mette in chiaro alcuni punti. 
Primo. La Polizia non è stata perseguitata dalla magistratura! È risaputo che alcune forze sindacali di destra della Polizia italiana, in questi anni hanno promosso l'idea di una persecuzione dei magistrati nei confronti dei poliziotti per i fatti di Genova. Due. Gabrielli dice che non è sufficiente chiedere scusa! Tre. Se per la Diaz le sentenze sono state esemplari, non così è stato per quello che è successo alla caserma di Bolzaneto. Quattro. Su Bolzaneto, Gabrielli, senza giri di parole, ammette che ci fu tortura. Quinto. Secondo l'attuale capo della Polizia, l'allora capo, Gianni De Gennaro (che si è convertito a fare il manager a Leonardo, ex Finmeccanica), doveva dimettersi immediatamente.
Franco Gabrielli in questa intervista fa un'autocritica radicale dell'operato delle forze dell'ordine, senza tanti sconti. Definisce la gestione del'ordine pubblico a Genova in quel luglio 2001 "semplicemente una catastrofe"! E aggiunge che "un'infinità di persone subirono violenze che hanno segnato le loro vite"!
Vedremo domani, sulla seria e professionale carta stampata ticinese, se qualche prestigioso "columnist nostrano" vorrà, dopo 16 anni, fare mea culpa per gli articoli di commento scritti allora. Ma più probabilmente si attenderà un altro evento in cui poter scrivere tutto quello che si è già scritto, sbagliando. Il capo della Polizia italiana ha avuto coraggio nel fare autocritica, gli opinionisti e i giornalisti fanno più fatica.