Il "disastro" visto dal Ticino

Il "disastro" visto dal Ticino

Marzo 05, 2018 - 18:00
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Abbiamo raccolto i pareri di alcuni esponenti della sinistra ticinese in merito al risultato delle elezioni italiane. Franco Cavalli, Jacques Ducry, Lisa Bosia e Igor Righini commentano uno dei peggiori rislutati della sinistra italiana degli ultimi decenni.

Le urne italiane, chiuse ieri alle 23.00, come noto, hanno visto la vittoria del Movimento 5 Stelle e in secondo luogo della coalizione di centro destra, con l’exploit della Lega di Matteo Salvini.
Viceversa la sinistra con il 20% del Partito democratico (Pd) e il 3.2% di Liberi e Uguali (LeU) è andata incontro ad una delle sconfitte più importanti che si ricordi.
Dal Ticino abbiamo voluto raccogliere alcuni pareri di esponenti della sinistra ticinese su quanto avvenuto nella vicina Penisola.
Parafrasando Gabriel García Márquez, ci dice Franco Cavalli, si può parlare di “un disastro annunciato”. Secondo l’ex consigliere nazionale socialista, leader del Forum Alternativo, quanto visto “è il risultato della politica demenziale di Renzi, che è andato al potere con il 40% dei voti, come dice lui 'rottamando' tutto quello che c'era ancora di sinistra nel Pd e facendo delle riforme di destra: dal Job Act all'Articolo 18, fino alla riforma delle scuole. Ha fatto le cose che neanche i governi di destra sono riusciti a fare”.
In parte una risposta al malcontento sociale che ancora caratterizza l’Italia, che però ha trovato il suo sbocco nel Movimento 5 Stelle (M5S). ”Il Nord Italia si sta in parte riprendendo, ma soprattutto al Sud vi sono ancora forti postumi della crisi, con una disoccupazione giovanile altissima”, spiega Cavalli. “L'elettorato tipico della sinistra l'ha abbandonata passando al Movimento 5 Stelle. Sopprattuto al Sud il travaso di voti fra Pd e Movimento 5 Stelle è evidentissimo”.
Anche una politica più di sinistra, quella di LeU, fuoriusciti dal Pd proprio per i contrasti con Renzi, non ha pagato però. “Liberi e Uguali, che all'ultimo momento hanno cercato di smarcarsi da Renzi, si sono portati appresso personaggi come Massimo D'Alema, che hanno indebolito quella che poteva essere l’alternativa”.
Per Cavalli “oggi si raccolgono i frutti di vent'anni di sinistra disastrata. La sinistra va rifondata completamente, e non lo si può fare in un giorno. Ci sono stati tentativi interessanti, come può essere quello di Potere al Popolo, che però, essendo nati di fatto un mese fa, ha fatto solo l'1%. Con un approccio secondo me però giusto, non in politichese, e che tenta di dare delle risposte concrete ai problemi della gente”.
Il gran consigliere socialista indipendente Jacques Ducry, raggiunto mentre si trovava in Toscana, parla di una sinistra, ma anche una destra, oramai “bruciate”. ”Due ragazze di di 19 anni, l'una studentessa di medicina e l'altra di ingegneria, entrambe di Volterra, mi hanno detto che hanno votato per esclusione il Movimento 5 Stelle. Negli altri non hanno più fiducia. Sia la destra che la sinistra si sono 'bruciate' facendo disastri. Loro sperano nei 5 Stelle. Credo che questa sia la chiave”, ci dice. “La sinistra non gira più per le strade, è troppo elitaria”, prosegue Ducry. “Per quanto riguarda il Pd ha pesato sicuramente la vicenda dell'ex ministro Boschi con le banche (il caso Banca Etruria, ndr). Quando Renzi si fa appoggiare da Denis Verdini (ex berlusconianino fra i fautori del 'Patto de Nazzareno' fra Berlusconi e Renzi, poi fuoriuscito da Forza Italia, ndr), è tutto dire”. Viceversa “i 'grillini' al di là di alcune vicende a Roma e al caso dei mancati rimborsi sono 'vergini'. Un discorso simile si può fare anche per la Lega”.
Per quanto riguarda Liberi e Uguali, ci dice Ducry, “con la seconda e la terza carica dello Stato,  Pietro Grasso e Laura Boldrini (presidente del Senato Pietro e presidente della Camera dei Deputati, ndr), Pier Luigi Bersani, Massimo D'Alema e gli altri, che faccia solo il 3,2%”, è tragico”.
Per il presidente del Numes Ticino (Nuovo movimento europeo svizzero) quella emersa dalle urne è anche però una chiara sconfitta dell’europeismo. “Sono contento che Emma Bonino (leader della lista +Europa, ndr)  sia stata eletta nel collegio uninominale a Roma”, ci dice Ducry. “L'Europa è uscita a pezzi da questo voto. I grillini, anche se hanno un po' ammorbidito le loro posizioni, sono sempre stati anti-europeisti, e dentro lo sono ancora, come lo è Salvini".
Per la granconsigliera socialista indipendente Lisa Bosia Mirra “quello che vediamo oggi è l'onda lunga di quanto avvenuto già ai tempi dello scioglimento del Partito comunista e delle varie coalizioni che sono seguite e, più recentemente, del risultato del referendum costituzionale dello scorso anno che portò alle dimissioni di Renzi”. La granconsigliera osserva anche come oggi a raccogliere consensi maggiori “sono i movimenti, che siano di destra o di sinistra, o non necessariamente definibili in queste categorie, come il Movimento 5 Stelle. Lo abbiamo visto in Grecia, con Tsipras e in Spagna con Podemos, ma anche in movimenti di destra come la Lega. La forma partito fa sempre più fatica ad affermarsi fra i giovani. È una forma politica forse superata dalla velocità comunicativa del mondo odierno”. Movimenti che però se “si affermano con molta facilità”, va ancora valutata la loro  “capacità di governare”. “Del Movimento 5 Stelle mi spaventa come vadano dicendo di avere tutte le soluzioni e di avere la verità in mano”, prosegue Bosia Mirra. “Mi spaventa più della destra, che se non altro ha una posizione chiara e inequivocabile. Il Movimento 5 Stelle da questo punto di vista è opaco: ha al suo interno tutto e il contrario di tutto”.
Di governabilità ci parla anche il presidente del Ps Ticino Igor Righini, che osserva come in Italia “negli ultimi 20-25 anni si sia fatto fatica a governare. Ognuno ha sempre vissuto degli insuccessi degli altri e si è raccolto il consenso popolare della popolazione insoddisfatta della politica”. Secondo Righini la Svizzera rappresenta invece un buon esempio di come si possa portare avanti “una politica sociale di sinistra che funziona”. “Il Partito socialista ticinese guarda al Partito socialista svizzero (Pss), dove vi è una realtà che è in controtendenza rispetto al resto dell'Europa e dove il Pss riesce ancora a vincere e a convincere, come dimostra il risultato di ieri a Zurigo, dove ha stravinto le elezioni”. “Secondo me”, ci dice Righini, “bisognerebbe invitare i partiti socialisti europei a venire in Svizzera a ivedere come si fa una politica sociale di sinistra”. Detto ciò, ci dice il presidente socialista, “sarei contento di passare al 20% come il Pd in Italia”.
Dalla sconfitta della sinistra italiana si può trarre qualche lezione anche per il Ticino? Cavalli, che con il suo Forum alternativo vuole aggregare “quello che sta a sinistra del Ps Ticino”, un po’ come fatto da Leu a sinistra del Pd, non si dice preoccupato per un’onda lunga che arrivi anche nel nostro Cantone. “Le situazioni sono completamente diverse”, diverse. “Noi alla sinistra del Ps non abbiamo personaggi così squalificati. In Ticino non abbiamo un Movimento 5 Stelle che accalappia lo scontento a sinistra. Quello che mi fa molta paura è l'avanzata della Lega, che con Matteo Salvini usa sempre di più temi e toni fascistoidi”.