Il Foglio di Cerasa e Peduzzi "assolve" Andreotti

Il Foglio di Cerasa e Peduzzi "assolve" Andreotti

Maggio 15, 2018 - 13:37

Il Foglio attacca la fiction di Pif sulla Mafia.

Il quotidiano italiano "Il Foglio", testata storicamente schierata nel centrodestra (tanto da avere fra i suoi azionisti prima Silvio Berlusconi e la sua seconda moglie Veronica Lario, poi l'esponente di Forza Italia Denis Verdini), fondata da Giuliano Ferrara e oggi diretta da Claudio Cerasa, dove scrivono giornalisti conosciuti anche in Ticino come Paola Peduzzi (presente ogni settimana con un proprio articolo su Azione, il settimanale della Migros), ha attaccato il noto regista Pif (ovvero Pierfrancesco Diliberto) per la trama della fiction di Raiuno sulla mafia e Andreotti.
La fiction “La mafia uccide solo d’estate”, andata in onda su Rai 1, è valsa all’autore Pif gli epiteti, affibiatigli da “Il Foglio” in un articolo apparso in prima pagina il 12 marzo, di “calunniatore”, “pifferaio male informato” e “mascariatore”. Ciò perché, secondo il Foglio, nella fiction Pif ha raccontato di un incontro fra il già presidente del consiglio dei ministri italiano Giulio Andreotti e il boss di Cosa Nostra Stefano Bontate, in cui si discusse dell’omicidio del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella (fratello dell’attuale presidente della Repubblica), ucciso dalla mafia nel 1980. Secondo “Il Foglio” quel incontro non fu mai avvenuto, perché stando alla sentenza della Cassazione su quel processo “la presenza di Andreotti in Sicilia” in quei giorni in Sicilia sarebbe “incompatibile con gli impegni altrove dello stesso”, mentre altre date risulterebbero “indeterminate” e “non ricostruibili”.
A rispondere a “Il Foglio” è stato fra gli altri “Il Fatto Quotidiano” diretto da Marco Travaglio, che spiega che “lo stralcio della sentenza riportata sul quotidiano fa infatti riferimento a quanto deciso su Andreotti dal Tribunale di Palermo, che in primo grado aveva assolto il Divo, poi condannato in Corte d’appello e in Cassazione (per i fatti commessi fino al 1980 e quindi prescritto ndr). Compare dunque nella decisione della Suprema Corte, ma solo nella ricostruzione della vicenda processuale. Sugli incontri tra Bontate e Andreotti, l’Appello ha invece stabilito che l’ex dc avesse prima trattato con i mafiosi per scongiurare l’omicidio di Mattarella, scendendo poi in Sicilia per chiedere conto a Bontate della scelta di sopprimere il presidente della regione”.