Il gigante cinese spaventa l’agricoltura friborghese

Il gigante cinese spaventa l’agricoltura friborghese

Aprile 08, 2018 - 17:15
Posted in:

L’arrivo di uno stabilimento di produzione di latte in polvere della multinazionale cinese Synutra desta preoccupazione fra i produttori caseari di Friborgo.

Nella campagna friborghese sta facendo molto rumore l’arrivo della multinazionale cinese dell’agroalimentare Synutra. Il colosso della produzione lattiero-casearia è infatti intenzionato a stabilire nella piccola località di Saint-Aubin uno stabilimento di produzione di latte in polvere destinato al mercato cinese. L’argomento, riporta Le Temps, sarà al centro della relazione del presidente della Federazione dei produttori di latte Friborghese  Gaby Yerly durante la prossima assemblea. Sullo stesso tema è arrivata anche un’interrogazione dei granconsiglieri Pierre-André Grangirard (Ppd) e Nicolas Kolly (Udc), che chiedono quali precauzioni il Cantone abbia preso per tutelare i locali operatori del mercato del latte.
L’impianto di essiccazione del siero del latte dovrebbe essere costruito sul sedime occupato in precedenza dall’azienda americana Elanco, ora di proprietà del Cantone. L’impianto dovrebbe essere gestito da Sagir, una nuova azienda controllata dalla stessa Synutra e della società friborghese Translait.
Vincent Stucky, direttore di Translait dichiara a  Le Temps che “non inizieremo a fare prodotti freschi come yogurt o panna, ma faremo un buon uso di un sottoprodotto lattiero-caseario (il siero, ndr). Non c'è concorrenza, ma complementarità”. Ma ciò non acquieta i timori dei produttori di latte. Anche perché l’azienda sarebbe intenzionata, una volta aperto l’impianto, anche a svilupparsi nel settore del latte UTH (Ultra High Temperature, un trattamento ad alta temperatura per la conservazione del latte che ne elimina la componente batterica).  "Con 200 milioni di franchi di investimenti e la creazione di 140 posti di lavoro, è fondamentalmente positivo”, ribadìisce il consigliere di Stato friborghese Olivier Curty, a capo del Dipartimento economia. “Fa anche parte della nostra politica di sviluppo agroalimentare, uno dei nostri pilastri”.