Il leopardo ticinese "fa le fusa" al Mattino

Il leopardo ticinese "fa le fusa" al Mattino

Luglio 16, 2017 - 08:12

Sull'odierna edizione de Il Mattino della Domenica viene pubblicata un'intervista al presidente del Festival del Film Marco Solari a firma di Loris D'Agostin. Il giornale di Via Monte Boglia affronta con il "presidentissimo" vari argomenti, in particolar modo quello delle finanze.

Il Pardo in modo felpato si sta avvicinando sempre di più alla Lega. Prima fa entrare nel suo CdA la consigliera nazionale leghista Roberta Pantani in sostituzione del pipidino Marco Blaser, e adesso con un'intervista a tutta pagina al presidente del Locarno Festival Marco Solari. Ciò a dimostrazoine che le strategie d'avvicinamento del presidente Solari stanno funzionando. Ora anche Via Monte Boglia presta attenzione al Pardo. L'intervista è a cura di Loris D'Agostin, giornalista del mattinonline e del Mattino della Domenica (con qualche incursione a Ticinonews) che i bene informati danno in rapida ascesa in Via Monte Boglia e che in autunno potrebbe assumere importanti incarichi presso le testate leghiste

Nell'intervista al domenicale Solari constata come il Locarno Festival (dicitura che ha preso il posto della classica Festival internazionale del Film di Locarno), giunto a spegnere la sua 70esima candelina,  sia "giovanissimo di spirito e infatti si tratta di una rassegna soprattutto per i giovani, per chi continua a sentirsi giovane e realizzata da una squadra di giovani". "Il grande afflusso di specialisti e giornalisti da tutto il mondo cinematografico è un buon metro di paragone per saggiare la qualità e quindi il livello del Festival", spiega Solari, interpellato sullo "stato di salute" a livello internazionale del Festival, che si posiziona fra le circa 3'000 rassegne cinematografiche al mondo "tra quelle veramente considerate". 

Interrogato sui suoi esordi a Locarno nel 2000 quale presidente della kermesse Solari ricorda che "il Pardo versava in una profonda crisi artistica, operativa e finanziaria. Si è trattato di creare le condizioni necessarie per dare delle garanzie per il supporto pubblico e privato. Con me non hanno puntato su un cineasta ma piuttosto su un manager con interessi culturali. Il cinema, come pure i libri, sono una componente importante della mia vita, ma le mie competenze sono tecniche". Una delle novità introdotta da Solari è stata quella di sgravare la direzione artistica dalle responsabilità operative e finanziarie, introducendo la figura del direttore operativo, ricoperta da Marco Cacciamognaga e poi Mario Timbal.

Altro importante tema affrontato nell'intervista è quello del sostentamento economico del Festival. Per quanto riguarda i finanziamenti pubblici Solari sottolinea la fiducia del Governo e del Parlamento nel Festival e la "reiterata unanimità del voto in Parlamento a favore della manifestazione locarnese". Un'approvazione "espressa anche da rappresentanti della Lega dei ticinesi che con i loro voti favorevoli hanno “tenuto a galla” i sogni e le ambizioni cinematografiche dei locarnesi".

Per quanto riguarda gli sponsor privati, spiega Solari, essi coprono circa la metà degli 11 milioni di finanziamenti totali, su 14 milioni di budget (i restanti 3 milioni sono incassati da Festival). Solari evidenzia come ciò permetta di "non imporre prezzi gravosi per le tasche popolari". Il presidente del Festival sottolinea anche come "ogni franco speso, genera come contropartita dai 3 ai 3.5 franchi" di indotto indiretto per la regione.