Il limite di Beznau spaventa l'esperto di radioprotezione

Il limite di Beznau spaventa l'esperto di radioprotezione

Aprile 17, 2018 - 10:12
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L’ex presidente della Commissione federale della radioprotezione contesta la revisione dell'ordinanza sulla radioprotezione.

L’ex presidente della Commissione federale della radioprotezione (CPR), l’organo di esperti che consiglia il Governo in materia di radioprotezione,  André Herrmann lancia gravi accuse: “Il Consiglio federale ignora i principi della radioprotezione e della precauzione”. La diatriba riguarda la revisione dell’ordinanza federale inerente la radioprotezione, su cui proprio oggi si chiude la consultazione. Al centro della diatriba vi è il limite di esposizione previsto per la popolazione nello scenario di un forte terremoto (come accade statisticamente una volta ogni 10’000 anni). Come spiega oggi un articolo del Tages Anzeiger apparso sul suo sito l’Ispettorato federale per la sicurezza nucleare (Ifsn) applica oggi per questo scenario un limite di 100 millisievert all’anno, un importo massimo di 100 volte superiore a quanto chiedono gli oppositori del nucleare e di quanto previsto dalla legge in condizioni normali. Proprio questo limite è attualmente al centro di un ricorso pendente al Tribunale amministrativo inerente la centrale di Beznau. Con la revisione dell’ordinanza il Consiglio federale intende ristabilire la certezza del diritto, riconoscendo che le disposizione attuali sono “poco chiare”. Per gli oppositori del nucleare questa si tratterebbe di un’ammissione che l’Ifsn starebbe applicando mi modo erroneo le disposizioni, e denunciano che la legge prevista si tratti di una “lex Beznau”. In caso di superamento del limite la potenza della centrale di Beznau andrebbe ridotta.
"Una dose di 100 millisieverts in un anno non deve essere banalizzata”, dichiara Herrmann al Tages Anzeiger. Attualmente l’esposizione massima consentita per la popolazione è di 1 millisievert l’anno e di 20 per gli addetti ai lavori. Con un esposizione di 100 militievert, spiega il quotidiano svizzero-tedesco, si stima che il 5 per mille delle persone che vivono a 20 chilometri dalla centrale si ammalino di cancro e muoiano prematuramente (dalle 1000 alle 2000 persone nel caso di Bezanu). Secondo l’Ifsn in caso di terremoto di forte entità l’esposizione raggiungerebbe al massimo i 29 millisievert e la probabilità di sviluppare il cancro aumenterebbe solo dal 47,2% al 47,7%.
La “nube radioattiva” di Chernobyl in Svizzera aveva portato un’esposizione alle radiazioni in media pari a 0,5 millisievert e di 5 nei casi più gravi.