Il Ppd vuole bloccare i premi. A Massagno Pfister aveva spiegato perché

Il Ppd vuole bloccare i premi. A Massagno Pfister aveva spiegato perché

Luglio 17, 2017 - 06:36

Il Ppd nazionale vuole lanciare un'iniziativa per frenare l'aumento dei premi di cassa malati. L'idea del partito guidato da Gehrard Pfister, come anticipato dalla Nzz, sarebbe quella di ancorare nella costituzione il principio di legare l'aumento dei premi ai salari reali, per impedirne l'eccessivo aumento, se del caso con un intervento del Consiglio federale. Il progetto di legge è ancora per ora vago, ma sicuramente quello dei costi della salute si prospetta come uno dei temi caldi dei prossimi anni. Che il Ppd volesse dire la sua sul tema lo si era già capito lo scorso marzo, quando a Massagno, ospite del Ppd cantonale e dell'Associazione Lepontia, lo stesso Pfister aveva dichiarato che se non si riuscirà a ridurre i costi sarà difficile evitare che prevalgano le forze "stataliste" e che si passi ad un modello di cassa malati unica federale. Di seguito l'articolo (vedi qui) pubblicato lo scorso marzo.

27 marzo 2017
 
Sabato 25 marzo, mentre a Milano Papa Francesco raccoglieva attorno a se un milione di fedeli, e a Roma i capi di Stato dell'Ue commemoravano i 60 anni degli accordi del 1957 che diedero vita alla Cee, comunità economica europea, a Massagno, alle scuole Nosedo, ospite della Lepontia, l'associazione che dal 1885 riunisce gli studenti cattolici, c'era il presidente nazionale del Ppd Gerhard Pfister, per parlare del futuro dei partiti di ispirazione cristiana. Proprio il tema dell'Unione europea è stato portato all'attenzione dall'ex direttore dell'Ire (Istituto ricerche economiche), già consigliere nazionale e direttore della Rsi, Remigio Ratti, che ha formulato una domanda proprio su l'Europa a Gerhard Pfister. Il presidente nazionale del Ppd ha spiegato che l'Unione europea nasce con l'intento di sviluppare politiche, commerciale ed economiche fra i Paesi del continente, come "antidoto" alle guerre fra Stati nel nostro continente. Secondo Pfister questo obiettivo dei padri fondatori dell'Europa unita (e non va dimenticato che fra i protagonisti assoluti di quel grande disegno politico c'erano due democristiani, De Gasperi ed Adenauer, ndr) è stato raggiunto, infatti la pace e la stabilità sono elementi ormai consolidati nel Vecchio Continente. Il presidente nazionale Ppd ha però messo in evidenza che l'attuale impasse dell'Ue e figlia dell'allargamento a 28 (voluto con determinazione da un altro democristiano, ovvero Romano Prodi, ndr) e dal fatto che le peculiarità di ogni singolo stato non possano essere sufficientemente valorizzate. Senza mai dirlo a chiare lettere, Pfister ha ribadito uno dei temi capisaldi dei Popolari democratici, ossia il federalismo, in contrapposizione all'idea di un centralismo da parte di Bruxelles. Durante la serata il consigliere nazionale che ha preso il posto di Christophe Darbelley alla guida dei popolari democratici ha anche potuto esporre a un folto numero di esponenti popolari democratici le linee guida che intende adottare per il partito durante la sua presidenza. Ad ascoltarlo c'erano infatti, fra gli altri, il presidente cantonale Fiorenzo Dadò, il consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, i granconsiglieri Giorgio Fonio, Sara Beretta Piccoli, Maurizio Agustoni, Claudio Franscella, Fabio Bacchetta Cattori, il consigliere nazionale Marco Romano, il consigliere agli Stati Filippo Lombardi, i già consiglieri di Stato del Ppd Alex Pedrazzini, Luigi Pedrazzini e Renzo Respini, nonché il presidente di Generazione Giovani Ivan Monaco, la presidente di GG del Luganese Marika Beretta, il direttore della Rsi Maurizio Canetta, l'editore Armando Dadò. Pfister, durante la sua relazione, ha voluto molto insistere sulla necessità di difendere le radici cristiane della Svizzera, senza aver paura di mostrarle ed opporsi a chi vuole toglierle. Il Ppd, ha detto Pfister, deve anche però essere consapevole che i valori determinano sempre meno i consensi elettorali. Il Ppd secondo il presidente dovrà sapersi aprire alla cittadinanza nella sua molteplicità, e ha pure avanzato la proposta che anche i non iscritti al partito possano partecipare al processo decisionale, "perlomeno nelle questioni sostanziali". Fra i temi federali indicati come prioritari da Pfister, accanto a quello di una fiscalità che non penalizzi le famiglie, vi è quello dell'esplosione dei costi sanitari. "Entro il 2030 è previsto un aumento dei costi del 60% rispetto agli attuali", ha constatato Pfister, che ha ricordato come quando per la prima volta ha annunciato di volersi occupare di costi della sanità, ricevette la visita di molti esponenti e rappresentanti del settore, dai medici alla farmaceutica, giunti per assicurarsi che non vi fossero troppi "contraccolpi" per la loro categoria. Secondo Pfister però un modo per ridurre i costi, o perlomeno contenere l'aumento, bisognerà trovarlo. Se non si riuscirà a farlo, ha ammonito il presidente del Ppd, sarà difficile evitare che prevalgano le forze "stataliste" e che si passi ad un modello di cassa malati unica federale.