Il Ps di Lugano candida la Prati al Consiglio di Stato

Il Ps di Lugano candida la Prati al Consiglio di Stato

Luglio 14, 2018 - 18:23
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Continuiamo ad anticipare alcuni dei nomi che saranno presenti (e chi invece no) nei vari partiti nelle liste elettorali in vista del 2019. Vi abbiamo detto di Pagnamenta, Corti, Simona Buri e ora…
 

Martedì 10 luglio abbiamo dato la notizia che un nome che quasi certamente sarà in lista per il Consiglio di Stato per il Ps Ticino è quello di Laura Riget (vedi qui), nome ripreso due giorni fa da La Regione, da Andrea Manna (che gentilmente non ci ha citato).
Ora per aiutare il caporedattore de La Regione Manna, diamo l’anticipazione che lui fra qualche giorno potrà riprendere sul quotidiano di Via Ghiringhelli (e spacciarla per farina del suo sacco).
Infatti da nostre informazioni la sezione di Lugano presieduta da Raoul Ghisletta ha avanzato il nome per la lista dell’Esecutivo socialista della giovane consigliera comunale Tessa Prati. Evidentemente la commissione cerca della sezione (composta da Roic, Ranzi-Antognoli, Zanetti) ha optato per una scelta molto coraggiosa, ossia candidare per il Consiglio di Stato una donna, la consigliera comunale più giovane del gruppo della sinistra a Lugano, che in questi due anni di Legislativo nella Città del Ceresio è stata molto apprezzata.
A questo punto bisognerà vedere se il Comitato regionale del Luganese, organo distrettuale del Ps Ticino, farà sua la candidatura, magari affiancandola a quella del nome forte Amalia Mirante.
Per il Ps possiamo dire che con un buon grado di certezza Ticinotoday può dare quattro dei cinque nomi che saranno in lista per il Consiglio di Stato: l’uscente Manuele Bertoli, l’economista Amalia Mirante (e saranno questi due a giocarsi il posto per il seggio in Governo), la giovane Laura Riget e la giovane Tessa Prati (la prima co-presidente del comitato cantonale del Ps Ticino, la seconda brillantemente e un po’ sorprendentemente eletta in Consiglio comunale nel 2016 a Lugano). Puntare su giovani volti femminili, potrebbe essere per il Ps l’inizio di un importante rinnovamento interno, che mai come oggi i socialisti abbisognano se vogliono garantirsi un futuro.