Il referendum non s'ha da farsi (ora)... ma non più un soldo

Il referendum non s'ha da farsi (ora)... ma non più un soldo

Maggio 16, 2018 - 23:08
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I socialisti di Lugano decidono di non lanciare referendum sugli hangar di Lugano Airport.

Questa sera è stata detta l'ultima parola sugli hangar provvisori per Lugano Airport, perlomeno per quanto riguarda la decisione a favore del credito di 6 milioni per le due strutture. L’assemblea del Ps  di Lugano, il cui gruppo in Consiglio comunale lunedì si è schierato contro, ha deciso questa sera di non lanciare la raccolta firme. La decisione dei socialisti, a meno di clamorosi colpi di scena, affossa l'ipotesi di chiamare al voto la popolazione su questi 6 milioni. I Verdi, l’altro gruppo a schierarsi contro al messaggio in Consiglio comunale, come dichiaratoci dal coordinatore e consigliere comunale Nicola Schoenenberger (vedi qui), hanno escluso l'ipotesi di lanciare da soli referendum. L'assemblea socialista ha deciso di non lanciare referendum sul credito degli hangar, con una maggioranza di 16 voti. 6 i favorevoli al lancio e 4 gli astenuti.
La discussione in "casa socialista" ha visto visto una lunga introduzione da parte del membro socialista del Consiglio di Amministrazione do Lugano Airport Raoul Paglia, che, ha specificato, ha esposto le sue personali considerazioni, e non la posizione del Cda. Paglia ha asserito che non è opportuno lanciare ora il referendum, ma eventualmente in occasione del messaggio per la ricapitalizzazione. Prima di esso, ha detto, dovrebbe (finalmente) giungere il business plan dello scalo luganese, che finora è stato rimandato in attesa di sapere cosa accadrà al collegamento, giudicato strategico per il futuro di LASA, Lugano-Ginevra, “saltato” a fine dicembre 2017.  Entro fine agosto se e come questo collegamento potrà riprendere, ha detto Paglia, dovrebbe essere noto. "Avrei vergogna di tornare (in Consiglio comunale, ndr) a chiedere un atto di fede”, ha detto Paglia.
Al termine della parte “tecnica”, si è aperta la discussione politica sull’opportunità di lanciare referendum sugli hangar, o rimandare la questione al previsto messaggio sulla ricapitalizzazione. A favore del lancio del referendum si è schierato in apertura di discussione il membro di direzione del Ps Lugano Filippo Zanetti, evidenziando come i collegamenti aerei non possano essere considerati trasporto pubblico. In merito a “ritardare” il lancio del referendum, Zanetti ha sollevato la problematica che si andrebbe in contro a una “Spada di Damocle” sull’aeroporto, e i sostenitori dello scalo avrebbero gioco facile a dire che bocciare la ricapitalizzazione corrisponderebbe a far fallire lo scalo (e mandare a casa i lavoratori). L'esponente socialista si è detto convinto che se il referendum non si farà ora, non si farà più. Il “referendum subito” è stato sostenuto anche dalla capogruppo Simona Buri, oltre che da Sergio Roic, Dario Petrini, Ateo Carobbio e Roberto Martinotti.
Contrari a lanciare referendum sugli hangar, e rimandare ad un eventuale futuro referendum sulla ricapitalizzazione, hanno preso posizione, fra gli altri anche il consigliere comunale Demis Fumasoli “ospite” dei socialisti (membro del Partito comunista, facente parte dello stesso gruppo del Ps in Consiglio comunale). Martino Rossi, già capogruppo del Ps in Consiglio comunale, che in più occasioni è intervenuto, dati alla mano, per dire che le prospettive dello scalo luganese sono tutt’altro che rosee (in particolare ha evidenziato come le cifre rosse di Lasa risalendo a ben prima della perdita del collegamento con Ginevra).
Tuttavia secondo Rossi i sei milioni per gli hangar non verranno alla fine spesi, sia per i ricorsi paventati da privati, sia perché nei mesi che passeranno lo scalo si “squalificherà ulteriormente” e si è pertanto schierato contro al lancio immediato del referendum. Pure la municipale socialista Cristina Zanini Barzaghi si è schierata contro al lancio del referendum, invitando però ad attivarsi con mozioni e interpellanze a “marcare” opposizione. Secondo la Municipale inoltre la configurazione di Lugano Airport SA dovrebbe andare verso una forma pubblico-privato.
Anche il presidente Ghisletta e il vicecapogruppo Carlo Zoppi si sono schierati contro al referendum sugli hangar.
L'assemblea Ps ha anche deciso, con 15 voti favorevoli, 3 contrari e 8 astenuti, di dare indicazione al gruppo in Consiglio comunale, rispondendo alla richesta di una linea chiara da parte della capogruppo Buri, di non avallare nessun altra erogazione di soldi pubblici, comunali e cantonali, all'aeroporto di Lugano.