Il riscaldamento del pianeta non è dovuto all'uomo, il degrado della Terra sì

Il riscaldamento del pianeta non è dovuto all'uomo, il degrado della Terra sì

Aprile 05, 2018 - 17:15

L'inquinamento dell'uomo è davvero la causa del riscaldamento globale?

Il ricaldamento climatico ha davvero una correlazione diretta con l'inquinamento prodotto dall'uomo? C'è chi continua a pensare di no. Oggi sul sito del Corriere della Sera lo scrittore e saggista italiano Mauro della Porta Raffo scrive che "il riscaldamento climatico attuale è del tutto naturale facendo storicamente seguito, non solo alle naturalissime variazioni poco fa ricordate, altresì alle infinite precedenti almeno a far luogo da 10700 anni fa, inizio teorico dell’attuale «periodo interglaciale". Tali variazioni sarebbero "il susseguirsi dell’Optimum Climatico Medievale (altresì noto come Periodo Caldo Medievale), della Piccola Età Glaciale e, più indicativamente non dall’anno 1800 ma dalla metà dell’Ottocento, del Nuovo Periodo Caldo. (Differenti rilevazioni concernono il primo dei lassi temporali elencati - dall’1 al 300 - il Periodo Caldo Romano)". Inoltre "non esiste dimostrazione alcuna del fatto che il Buco dell’ozono esista da sempre visto che non era scientificamente possibile rilevarlo, che so?, ai tempi dei Romani o anche solo cento anni fa".
In sintesi per l'autore dell'articolo "l’inquinamento antropico ha niente o pochissimo a che fare col riscaldamento globale (naturale) ma moltissimo, tutto, a che vedere con il degrado della Terra". "È per combattere tale degrado che si deve agire", prosegue. "Non lo si fa assolutamente essendo, risultando più facile, economicamente e politicamente assai più remunerativo sbraitare ed agitarsi demagogicamente senza senso. E se cominciassimo a ripulire gli oceani? E se eliminassimo la plastica, flagello dell’umanità?".
Per chi volesse leggere integralmente la prosa dello scrittore, di seguito il link: http://www.corriere.it/esteri/18_aprile_04/riscaldamento-antropico-verita-7e4e15b2-37fe-11e8-8e5f-085098492e12.shtml