Inceneritore "a dieta" con la tassa sul sacco?

Inceneritore "a dieta" con la tassa sul sacco?

Giugno 19, 2018 - 08:02
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L'introduzione della tassa sul sacco incide sull'attività dell'impianto di Giubiasco.

L’introduzione della tassa sul sacco ha inciso sulla quantità di rifiuti bruciati presso l’inceneritore di Giubiasco. Circa due tonnellate in meno rispetto all’anno precedente, in concomitanza con “l’introduzione della tassa sul sacco in ulteriori quattro comuni”. Lo comunica l’Azienda cantonale dei rifiuti (Acr), nel suo rapporto d’esercizio relativo al 2017.
“I conti consuntivi dell’esercizio 2017 chiudono con un avanzo d’esercizio di CHF. 1'606'160.72 a  fronte di costi per un importo di CHF. 38’964'916.67 e di ricavi per CHF 40’571’077.39”, si legge nel comunicato dell’Acr. “L’ottima disponibilità dell’ICTR ha permesso di smaltire 160’852 tonnellate di rifiuti e 18'626 tonnellate di fanghi di depurazione. I rifiuti urbani comunali sono leggermente diminuiti a seguito dell’introduzione della tassa sul sacco in alcuni Comuni”.
Nel 2017 l’impianto di valorizzazione ha prodotto energia elettrica paragonabile al fabbisogno annuale di circa 23’500 famiglie, mentre l’impianto a energia termica Teris ha prodotto energia corrispondente a 4,4 milioni di litri di nafta (circa 1’500 famiglie, comunica l’Acr.
Vista l’imminente introduzione della tassa sul sacco su scala cantonale, a partire dal prossimo anno, si prospettano ripercussione sulla produzione? “L’impianto è molto flessibile, può funzionare anche al 60% del suo potenziale”, spiega a La Regione Mauro Minazzi, responsabile comunicazione dell’Acr. “Quando la tassa sarà realtà in tutti  i Comuni abbiamo calcolato una riduzione del 15%”. Ad oggi 49 comuni su 115 hanno introdotto una tassa sul sacco. Per quanto riguarda l’energia prodotta, spiega Minazzi, “Quella termica sarà senz’altro garantita. Eventualmente ci sarà una leggera diminuzione di quella elettrica”.