Ivan Monaco: il francese è più importante dell'inglese, per la coesione nazionale

Ivan Monaco: il francese è più importante dell'inglese, per la coesione nazionale

Novembre 28, 2017 - 06:50
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Sabato 18 novembre ad Agno si è tenuta l'assemblea cantonale di Generazione Giovani (GG), i giovani del Ppd. In quell'occasione il movimento giovanile ha stilato un bilancio dell'attività fatta durante il 2017. Al termine dell'assemblea abbiamo intervistato il presidente di GG Ivan Monaco.

Ivan Monaco, sabato 18 novembre si è tenuta l'assemblea cantonale di Generazione Giovani (GG) (vedi qui). Qual è il bilancio di quest'anno?

Il 2017 è stato molto positivo. Nel 2016 abbiamo consolidato la macchiana organizzativa, ora l'abbiamo messa in moto e l'abbiamo rodata. E funziona. Siamo un gruppo di amici e di persone che hanno voglia di fare, con delle aspettative e soprattutto con la voglia di lavorare. Dunque ci sono degli ottimi presupposti per il 2018.

 

Quali obiettivi politici vi ponete per il 2017 e il 2018?

Nel 2017 abbiamo consolidato il nostro documento politico. Nel 2018 verrà affinato e lo presenteremo. Con questo documento avremo uno strumento globale, da cui partiremo per elaborare degli atti parlamentari in Gran Consiglio delle iniziative popolari.

 

Avete scelto dei temi specifici?

Il documento politico verte su degli specifici temi e fungerà da base per fissare le nostre priorità e intervenire sulle problematiche che abbiamo osservato nel nostro Cantone.

 

Fra le altre sezioni giovanili, Glrt, i Giovani liberali radicali, hanno deciso di profilarsi molto sul potenziamento dell'insegnamento del tedesco. Voi su questo tema che posizione avete?

Abbiamo analizzato all'interno del nostro comitato questo tema e siamo favorevoli. Tuttavia riteniamo che il potenziamento dell'insegnamento del tedesco non debba andare a scapito dell'insegnamento del francese. Le lingue nazionali vanno sostenute. Piuttosto che rinunciare ad una lingua nazionale, si potrebbe rendere l'insegnamento dell'inglese facoltativo.

 

Questo nonostante in passato, sia in Ticino che in altri Cantoni, specialente in Svizzera tedesca, i dipartimenti dell'educazione hanno puntato sull'insegnamento dell'inglese, dato che vi era una forte pressione da parte dei genitori per andare in questa direzione?

È vero. Però vanno tenute presenti le priorità per uno Stato. Una di esse è sicuramente la coesione nazionale, dunque la possibilità per gli svizzeri francesi di parlare con gli svizzeri tedeschi, o rispettivamente gli italofoni.

 

Dunque secondo lei è più importante la coesione nazionale, che, ad esempio, le esigenze dell'economia?

Si. Dopo di che, per chi ha delle esigenze professionali in cui necessita dell'inglese, dovrà imparare anche questa lingua.

 

Generazioni Giovani ha lanciato l'iniziativa "Ticino 3.0", che chiedeva l'estensione degli orari di apertura degli esercizi pubblici fino alle 3 di notte, che poi sono diventate, con il compromesso avvenuto in Gran Consiglio, le 2 di notte. Ora, al di là del fatto che la politica vi ha ascoltato e ha recepito in buona parte la vostra rivendicazione (e delle sezioni giovanili degli altri partiti che si erano aggregate a voi su questo tema), nei fatti sembra che sul terriorio non sia cambiato molto. Sembra quasi dimostrare che non basta presentare degli atti parlamentari o delle iniziative per cambiare la situazione. Su questo avete sviluppato al vostro interno un'autocritica sul vostro approccio a "Ticino 3.0", oppure semplicemente nel libero mercato i gestori di bar e ristoranti preferiscono chiudere prima?

Noi ci siamo attivati perché c'erano delle lamentele su questo fronte. Molti lamentavano che mancasse vita notturna, che i bar chiudevano troppo presto e che bisognava per forza di cose recarsi in discoteca. Abbiamo voluto dare la possibilità a questi avventori di rimanere nei bar. Ora la base legale è stata modificata per andare in contro a queste esigenze. Adesso bisogna dare tempo al libero mercato. Sarebbe sbagliato stilare un bilancio ora, dato che la nuova normativa è entrata in vigore a luglio.

 

Quando si potrà fare questo bilancio?

Fra un anno, dunque nell'autunno del 2018. Se anche la stagione estiva dell'anno prossimo  non dovesse dare i risultati sperati, a quel punto si dovrà constatare che l'economia privata non intende sfruttare la modifica legislativa che abbiamo attuato.

 

È evidente che in questi mesi il Ppd viva una crisi, dovuta allo scandalo Argo 1 e tutto ciò che gli ruota attorno. Come vivete voi di Generazione Giovani questa crisi del partito "adulto"?

Come associazione siamo autonomi, dunque in ogni caso andremo avanti con le nostre gambe e con la nostra testa.  Il Ppd è però il nostro partito di riferimento, la nostra famiglia. È brutto vivere queste esperienze negative.

Credo che ora si debba lasciare lavorare la macchiana dello Stato, che prenderà le se decisioni. Qunado queste decisioni saranno prese da parte degli organi preposti ci riuniremo per discuterne.

 

Secondo lei il Ppd riuscirà a salvare il suo seggio in Governo?

Tutto dipende dalle persone che presenteremo. Se sono valide, competenti e con la voglia di fare il proprio lavoro, sicuramente sarano premiate.

Oggi vige ancora la mentalità del partitismo, secondo cui bisogna votare i partiti. Io penso si debbano votare le persone.

 

Dunque anche un'espoente di un altro partito?

Sicuramente, può capitare.