La critica alla migrazione è un tabù per i socialisti?

La critica alla migrazione è un tabù per i socialisti?

Aprile 02, 2018 - 20:54
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Due settimane or sono il già presidente del Partito socialista svizzero Helmut Hubacher "tirava le orecchie" ai compagni, rei, a suo dire, di ritenere un tabù la critica alla migrazione. Abbiamo chiesto la loro opinione a quattro esponenti socialisti ticinesi.

Helmut Hubacher, storico presidente del Partito socialista svizzero, è ricordato per le sue posizioni “scomode”. “Non ho mai voluto essere il ‘cocco’ di nessuno”, intitolava una lunga intervista a lui realizzata dalla Neue Zürcher Zeitung (NZZ) due settimane fa, che abbiamo ripreso (vedi qui).
Proprio in merito all’intervista ad Hubacher abbiamo chiesto un breve commento a quattro esponenti della sinistra ticinesi: la granconsigliera socialista Gina La Mantia, la granconsigliera indipendente socialista Lisa Bosia Mirra, il membro di direzione del Ps di Lugano Filippo Zanetti e il ricercatore in teoria del diritto Filippo Contarini.
“Non amo chi continua a fare politica oltre i settant’anni”, ci dice Contarini, già candidato al Consiglio nazionale per il Ps Ticino nel 2011. “Comunque chi mi conosce sa che mi sono emozionato ascoltando Hubacher in piazza nel 2013. Il sostegno ai giovani Pult e Wermuth è giusto, mi sarebbe però piaciuto che proponesse ora anche una donna alla presidenza del partito, lui che voleva la Uchtenhagen in governo”. Nella sua intervista Hubacher faceva un chiaro “endorsement” per il socialista grigionese John Pult, definito dallo storico presidente “il talento più grande” fra le giovani leve del partito.
Fra le considerazioni destinate a far più discutere espresse da Hubacher nell’intervista vi erano quelle sul tema della migrazione, su cui il “decano” socialdemocratico invitava i compagni ad abbandonare il “tabù” della critica e la “mentalità infermieristica”. Lisa Bosia Mirra osserva che “rifugiati e richiedenti l’asilo rappresentano oggi l’1,2% della popolazione svizzera. È evidente che le politiche restrittive applicate da anni dalla SEM (Segreteria di Stato della Migrazione) mirano a riportare questa percentuale al di sotto dell’1%, fatto che considerato lo scenario complessivo di guerra e progressivo sfruttamento delle risorse dei paesi poveri, è indegno di un Paese ricco come il nostro”. La granconsigliera socialista respinge dunque l’argomentazione di Hubacher, che osservava come parte dei migranti che giungono in Svizzera siano mossi da motivi economici.
“l tabù solitamente non è una buona cosa, perché significa accettare un limite che non si oltrepassa. Mi ritengo una persona con pochi tabù, tra quei pochi che ho, uno è il razzismo. Essere razzista per me è un tabù (che naturalmente non mi protegge di forse caderci comunque, il razzismo ha delle sfaccettature sottili)”, dice Gina La Mantia. La granconsigliera ritiene tuttavia che la discussione sulla migrazione non debba essere un tabù, ma “il problema è che siamo confrontati con una destra che, da una parte, permette che il mercato del lavoro sia sempre di più sotto pressione (ad esempio, facendo opposizione al salario minimo, alle misure di accompagnamento efficaci, a dei miglioramenti contrattuali, e, in generale, a ogni ampliamento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori), e, dall'altra parte, gonfia il tema della migrazione ad arte, per creare paure e incertezze. La migrazione non è un problema, le cifre parlano molto chiaro”.
Filippo Zanetti,  membro dell’assemblea dei delegati del Pss, di fatto il “parlamentino” nazionale dei socialisti, ritiene che “è evidente che i flussi migratori sono e saranno un tema che interessa molto alla popolazione. Promuovere un dibattito nel PSS chiedendo l’abbandono della mentalità infermieristica è forte”.
Secondo Contarini, che è anche membro del Comitato di Berna (leggi qui), Hubacher “ha ragione quando dice che il dialogo a sinistra sulla migrazione non è abbastanza articolato. Io ad esempio sostengo una laicità forte, non sempre i migranti atei sono tutelati come si deve di fronte alle logiche di gruppo. Detto questo, è troppo duro nella sua analisi: Levrat è un esperto di diritto migratorio e il PS sul tema ha posizioni chiare, umane e politicamente operative”.
Lisa Bosia vede in quello dell’accoglienza dei migranti un punto cardine per la sinistra. “Da socialista, mi piace ricordare che i migranti oggi rappresentano quel proletariato povero, spesso poco istruito, con tanti figli, che sono la ragione stessa dell’esistere e del dirsi socialisti”.
Per la granconsigliera La Mantia “la politica occidentale troppo spesso si compiace con i dittatori e aiuta loro di restare al potere. La Svizzera, oltretutto, per molti anni si è prestata come porto sicuro per nascondere gli incredibili patrimoni che questi potentati hanno rubato ai loro popoli, e la Svizzera vende armi e materiale di guerra anche a Paesi in conflitto”. “Penso che l'unica vera soluzione sta nel diventare noi tutti più modesti”, prosegue, “consumare meno, sprecare meno, viaggiare meno. La tecnologia moderna ci potrà aiutare, ma pensare che sarà la soluzione che ci permetterà di continuare come abbiamo fatto finora, senza rinunce, è un'illusione. Quando noi occidentali non vivremo più sulla pelle dei Paesi del sud sarà il momento che questi popoli avranno una prospettiva anche ‘a casa loro’, e non avranno più bisogno di spostarsi per dare un futuro a sé stessi o ai loro figli”.
Per Zanetti al di là della posizione di Hubacher, un dibattito sulla della migrazione “può essere un punto di partenza per capire come affrontare questo tema così mutato nei decenni, al contrario di una sinistra meno dinamica e più in difficoltà.”
Contarini, allargando il discorso, osserva come Hubacher “nell’intervista alla NZZ ci ricorda comunque che spesso nella Storia i borghesi hanno svoltato a sinistra. E la sinistra deve saper fare analisi ed essere pronta a cogliere quelle svolte”. Entrando nell’attualità, spiega Contarini, “vediamo che in questi ultimi mesi i liberali si sono comportati in modo violento, peggio degli hooligans. Altro che svolta a sinistra, la loro svolta a destra fa impallidire! Tempo fa dissi che era legittimo per il PS cercare di salvare il salvabile con un compromesso nella riforma fiscale-sociale”. Per il giurista  attivo presso l’ateneo di Lucerna “alla luce di varie novità cantonali mi sembra che le condizioni siano radicalmente cambiate: si rischia di far la figura di chi viene usato come un fantoccio. Bisogna prenderne atto e in uno slancio di politica pratica non aver paura: va cominciata una fase di dura opposizione, a cui secondo me devono partecipare anche i moderati del partito”.