La genesi dell’amore

La genesi dell’amore

Agosto 05, 2018 - 14:00

Locarno Festival. Concorso internazionale 2018. Il film canadese Genèse, nonostante alcune parti godibili o capaci di un punto di vista azzardato e coraggioso, si sfilaccia nei suoi 130 minuti annacquando oltremodo il plot narrativo.

 

Genèse si pone come il seguito del primo lungometraggio del regista canadese Philippe Lesage, Les Démons (2015). Là si indagava il mondo dell’infanzia, qui invece il tema è l’adolescenza.
L’adolescenza come scoperta dell’amore, della sessualità, dell’amicizia che può trasformarsi in qualcosa d’altro, ma anche la fase dove ci si scontra con le proprie paure, le prime delusioni.
Ed esattamente come nel primo lungometraggio, anche in questo Lesage attinge a piene mani alla propria biografia. 
I protagonisti, Guillaume (Théodore Pellerin) e Charlotte (Noée Abita) sono fratello e sorella e il film li segue nei loro primi approcci con l’amore. 
Della pellicola salviamo la figura dell’insegnante di storia (Paul Ahmarani ), che con le sue battute irriverenti condisce di ironia la narrazione, nonché la scena in cui Guillaume dichiara il suo amore per il proprio compagno davanti alla classe, in un monologo pieno di tensione e che riflette le doti attoriali di Pellerin. 

Nel complesso però l’eccessiva focalizzazione sui sentimenti dei protagonisti ha un che di didascalico, che diluisce eccessivamente la temporalità filmica al punto che l’epilogo, più che sorprendere, viene percepito come un’appendice di difficile collocazione nell’economia del film.