La luna di miele di Branda è finita? Il Municipio di Lugano e i temi federali in votazione

La luna di miele di Branda è finita? Il Municipio di Lugano e i temi federali in votazione

Gennaio 28, 2018 - 00:40
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Il Municipio di Lugano prende posizione contro "No Billag". Ce n'era bisogno? Legislatura in salita per "Super Mario". E intanto Opinione liberale si complimenta con Bertoli.

OL, Opinione liberale di venerdì 26 gennaio, scende in campo con ben due "trafiletti", nella rubrica "Ipsedixit" a sostegno del consigliere di Stato socialista Manuele Bertoli. Nel primo, il settimanale del Plrt, si complimenta per il messaggio di buon 2018 che Manuele Bertoli ha fatto alla cittadinanza attraverso i social. Il secondo si riferisce invece a dei commenti apparsi su facebook, in cui il povero Bertoli è preso di mira da degli internauti che ritengono che sia nepotismo il fatto che il consigliere di Stato sieda in Governo e non sia in AI (verrebbe da chiedersi  che idea hanno questi internauti significato di nepotismo...). L'autore (o l'autrice) di "ipsedixit" giustamente commenta che dovrebbero beneficiare dell'AI, gli autori di questi commenti sui social, "per un grave handicap al cervello".

Non si può che condividere.

 

 

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Chissà però cosa pensa l'autore (o autrice) della rubrica di OL "ipsedixit" sui commenti che un granconsigliere liberale ha fatto sempre sui social nel commentare (un po' troppo sopra le righe, a nostro modesto parere) la sentenza di un tribunale ticinese che si è permesso di condannare due agenti di polizia? Che idea ha il Plrt, o alcuni suoi deputati in Gran Consiglio in materia? Che alla polizia è sempre e comunque concesso tutto? Anche di violare la legge? Secondo noi non è un bel messaggio e nuoce anche a quegli adetti alla sicurezza che invece la legge non la violano, ma la fanno rispettare.

 

 

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Povero Mario Branda. Appena incassata (con abbastanza stile) la sconfitta alle urne nel referendum di Bellinzona sul nuovo regolamento organico comunale, ecco che all'orizzonte si intravvede già una nuova prova alle urne su un tema cruciale: il referendum contro il semisvincolo autostradale di Bellinzona, promosso dai Verdi e subito appoggiato da Mps e anche dal suo partito, il Ps Ticino, che nello scorso comitato cantonale ha deciso di sostenere il referendum.

L'uomo, se non il più amato, sicuramente il più votato della nuova Bellinzona, dopo aver archiviato l'importante successo d'aprile, si trova la strada tutta in salita.

Bellinzona sogna di avere il futuro ospedale unico cantonale e il Ps Ticino si schiera contro l'idea di centralizzare le cure specialistiche votando contro la proposta del pipidino Ghisla. Branda sostiene il disegno delle Ffs sulle nuove officine e l'ex granconsigliere socialista Ivan Cozzaglio (e Gianni Frizzo) di "Giù le mani dalle officine" la pensano in modo diametralmente opposto. Branda oggi (ma la pensava diversamente qualche anno fa) sostiene il semisvincolo e i Verdi, ma anche Mps e addirittura il proprio partito vogliono affossare quel progetto.

Per il sindaco socialista di Bellinzone l'opposizione è quasi tutta alla sua sinistra. Ed ecco che la luna di miele di "Super Mario" con l'opinione pubblica potrebbe essere già finita.

 

 

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Il dibattito organizzato giovedì scorso (guarda qui) da "Incontri liberali" e Circa (coordinamento interpartitico per la regolamentazione della canapa) ha avuto il pregio di avere un pubblico "ibrido" ad ascoltare i quattro relatori (Nick Meili, Paolo Pamini, che abbiamo intervistato qui, Nicola Respini e Giorgio Galusero). La serata ha portato al palacongresso di Lugano alcuni giovani (che di norma non abbondano alle conferenze politiche), che si sono mischiati con gli esponenti del Plr presenti in sala. Interessante inoltre che a parlare di legalizzazione della canapa ci fossero più donne che uomini. Sicuramente è stato un degli appuntamenti di Incontri liberali che ha riscosso più successo, coinvolgendo un pubblico "trasversale" e molto partecipativo.

 

 

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La città di Lugano ha deciso di scendere in campo sulla votazione "No Billag", invitando a votare no all'iniziativa. Forse era meglio che il Municipio non prendesse posizione. Tanto quello che auspica la maggioranza dei municipali sarà l'esito della votazione. Ma ci chiediamo come si sarebbe reagito se il Municipio di Lugano, qualche anno fa, avesse preso posizione sui Grippen, oppure sull'acquisto degli F/a18, oppure su "Gioventù senza droga", o ancora sull'uscita dal nucleare?

In questo caso c'è da dire anche che stando al sondaggio della Gsf gli indecisi sarebbero pochissimi (vedi qui). Dunque chi bisogna ancora a convincere per mantenere il canone? Non basta tutto il lavoro di "agit pro" che stanno facendo Canetta, Leuthard e il resto del Consiglio federale, i dipendenti della Rsi, artisti, intellettuali, l'accademia delle scienze, quasi tutti i partiti, ecc? A favore dell'iniziativa non c'è neanche tutta l'Udc ticinese compatta e neppure tutta la Lega. C'è ancora bisogno di mobilitare qualcuno in difesa della Ssr?