La maratona degli "hacker" premia la salute e la lotta alle fake news

La maratona degli "hacker" premia la salute e la lotta alle fake news

Aprile 30, 2018 - 06:00
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Si è svolta ieri all'Usi la quarta edizione di Hack the City.

Dalle criptomonete alla salute, dalla lotta allo spreco alimentare a quella alle fake news. Erano molte le idee che si sono potute vedere all'edizione 2018 di Hack the City. Oggi a Lugano più di un centinaio di persone, divise in una quindicina di team, hanno partecipato a Hack the City 2018, la maratona di programmazione che da quattro anni a questa parte vede sfidarsi informatici e affini nel ideare il miglior progetto. La 48 Ore di programmazione, partita venerdì quest’anno ha avuto luogo nell’aula magna dell’Usi. Numerosi gli studenti della Facoltà di informatica che hanno partecipato, ma anche team provenienti dall’Italia e da Oltre Gottardo.
Domenica sera, dopo la presentazione dei progetti da parte dei gruppi, la giuria presieduta dal professor Siegfried Alberton ha comunicato quali sono stati ritenuti i più innovativi e meritevoli.
Primo classificato con un premio di 5’000 franchi il team di “Bluemed”, composto da Pietro Ghezzi e Franck Pilosel, che attraverso una chatbot permettono di velocizzare (e ridurre i costi) di alcune procedure in ambito sanitario. I due si aggiudicano anche il premio di Fondazione Agire/CP Start-Up, che garantisce l’accesso diretto al programma d’accelerazione 2018.
 Secondo premio di 2’500 franchi a “Tada Sana”, un software sviluppato da Diego Ulisse Pizzagalli, Sonia Pozzi e Madalina Mahrus, che attraverso dei sensori è in grado di segnalare quando abbiamo una postura non corretta sulla sedia. Terzo premio a “Spotliet” di Simone Masiero e Luigi Frunzio, un programma in grado di “scovare” le fake news. I due si sono aggiudicati anche la borsa di studio per un Master of Science presso la Facoltà di scienze informatiche dell’USI.