La responsabilità va riconosciuta rassegnando le dimissioni

La responsabilità va riconosciuta rassegnando le dimissioni

Ottobre 08, 2018 - 00:10

Giudicare in base al colore della pelle: c’è cosa più atroce contro la propria gente?

Ieri sera un amico mi fa “hai sentito della questione dei chierichetti e della Pantani?”.

Io non son uomo di chiesa, le notizie sui chierichetti di solito le salto. Errore.

Mi ha spiegato che c’è una famiglia di qua che ha adottato dei bambini che hanno la pelle di colore. Questi bambini ora hanno raggiunto l’età per fare i chierichetti, come tanti bambini svizzeri. Io non ho fatto il chierichetto, ma ho molti amici che lo sono stati. 

La Pantani, consigliera nazionale, ha ora detto che non va bene far fare i chierichetti a due migranti. Il pigmento della pelle di due bambini è stato determinante per assegnarli ad altra cultura, discreditarli e condannarli pubblicamente. 

Non basta, ieri sera ho letto queste altre parole della signora Pantani, che peggiorano la situazione: “Per testimoniare la mia vicinanza a chi è meno fortunato di noi, ho scelto di versare un contributo all’associazione Mani per l’infanzia che si occupa di progetti di sviluppo proprio in Etiopia".

Insomma: ha indirettamente sottolineato che i bambini sono etiopi. La Pantani non sembra cogliere che il suo è un problema di fondo. Non conta la crescita del bambino, non conta in cosa si creda, sembra contare solo che se sei di là, con certificato visivo dato dal colore della tue pelle, di là rimani, con tutte le colpe che hai... Giuro che sono allibito.

Lo sapete che io non sono forcarolo. Ma penso che ognuno di noi abbia delle responsabilità. 

La Pantani deve con serenità riconoscere di aver infranto tutto ciò che dovrebbe guidare l’azione di un politico che ama il suo popolo, ovvero rispettarlo e onorarlo. Giudicare in base al colore della pelle: c’è cosa più atroce contro la propria gente?

La responsabilità per gli attacchi verso quei bambini non si compra donando soldi in Africa. La responsabilità va riconosciuta rassegnando, con serenità, le proprie dimissioni dal Consiglio nazionale.

 

Filippo Contarini