La sinistra non ha le firme. Referendum fiscale a rischio?

La sinistra non ha le firme. Referendum fiscale a rischio?

Gennaio 13, 2018 - 00:06
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Al referendum contro il pacchetto fiscale e sociale potrebbero mancare parecchie migliaia di firme, con solo una decina di giorni per raccoglierle.

Travagliata, soprattutto in casa Ps Ticino, la decisione di lanciare un referendum sul pacchetto fiscale sociale approvato in dicembre in Gran Consiglio, potrebbe avere un esito inaspettato (e drammatico per i fautori del referendum). Da nostre informazioni sembrerebbe infatti che l'arcipelago della sinistra che ha promosso il referendum denominato "No ai nuovi regali fiscali per i ricchi e per le aziende" avrebbe allo stato attuale raccolto, poche, pochissime firme. Il fronte referendario ragruppa il già citato Ps Ticino, i Verdi, il Forum alternativo di Franco Cavalli, il Pc, l'Mps di Pronzini e Sergi e organizzazioni sindacali importanti come Unia di Enrico Boreli e l'Uss (Unione sindacale svizzera, federazione che raggruppa tutti i sindacati di sinistra) presieduta da Graziano Pestoni.
La situazione sul fronte della raccolta firme sarebbe quasi drammatica, c'è chi parla che ad oggi ci sarebbero solo 2'000 firme sulle 7'000 necessarie entro fine gennaio. 
Se i referendisti entro il 28 gennaio non avessero le firme necessarie, ciò creerebbe qualche serio problema, soprattutto in casa Ps Ticino, dove l'area politica capeggiata da Marina Carobbio, favorevole al referendum, per ben due volte ha vinto contro l'area capeggiata da Manuele Bertoli, contrario al referendum e sostenitore del pacchetto fiscale sociale. Sia in Comitato cantonale (leggi qui), sia in Conferenza cantonale (vedi qui), organo del partito che di fatto è un congresso tematico, ha infatti prevalso la via referendaria, nell'ultimo consesso anche con un voto piuttosto netto, 95 voti contro 39.  I "bertoliani" usciti sconfitti dalla "conta" sia in Comitato cantonale, sia in Conferenza cantonale, potrebbero far notare che la (nuova) maggioranza interna al Ps Ticino, non abbia saputo portare a casa le firme necessarie per convocare un referendum. E che dunque la vittoria interna al Ps Ticino del fronte pro-referendum, sia stata una vittoria di pirro.
Ora mancano poco più di 10 giorni per risalire la china e recuperare lo scarto importante di firme mancanti, in caso contrario, sarebbe una debacle con sicure conseguenze per gli equilibri interni al partito socialista e a tutta la sinistra ticinese. Manuele Bertoli e Raoul Ghisletta, pur dopo aver perso all'interno degli organi di partito, sarebbero di fatto vincitori della partita.