La Turchia potrebbe collassare... e il "sultano" se la prende con le agenzie di rating

La Turchia potrebbe collassare... e il "sultano" se la prende con le agenzie di rating

Maggio 14, 2018 - 13:29
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Il presidente turco Erdogan se la prende con le agenzie di rating. Intanto l'inflazione galoppa sopra il 10%.

Con un inflazione a doppia cifra e la lira turca ai minimi, il presidente turco Erdogan se la prende con le agenzie di rating che hanno recentemente declassato la Turchia. In vista delle elezioni del 24 giugno il “sultano” ha attaccato le agenzie di rating, che avrebbero a suo dire riservato un trattamento di sfavore alla Turchia rispetto alla Grecia. “Non prestate attenzione alle agenzie di rating”, ha dichiarato. “Hanno migliorato il giudizio di un vicino (della Turchia) che è andato in bancarotta. Per favore, ma stiamo parlando di un paese che non può pagare i suoi dipendenti pubblici. Come è possibile tutto ciò? Sto parlando della Grecia”.
“La verità è un po’ più scomoda”, commenta in un articolo Il Sole 24 Ore. “Lo scorso 25 aprile la lira turca ha toccato il minimo storico di 4,15 lire contro il dollaro, un calo del 12% su base annua e dell’8% sul mese scorso. Lo stesso copione si ripetuto anche con l’euro”.
Per l’agenzia di rating Moody’s il deprezzamento della lira è per le banche “un credito negativo perché la prolungata debolezza della valuta, combinata con l’elevata inflazione interna della Turchia che viaggia all’10,2%, probabilmente aumenterà il numero dei prestiti problematici (NPL)”.
Ciò è particolarmente problematico perché il 33% dei prestiti bancari in Turchia erano alla fine del 2017 denominati in valuta estera. “Un costante deprezzamento della lira potrebbe ridurre la capacità di rimborso delle società turche indebitate in valuta estera e senza copertura assicurativa ma con entrate in valuta locale svalutata”, si legge. “Le imprese turche rischiano di dover pagare un conto salato per l’instabilità valutaria del Paese della Mezzaluna sul Bosforo e per una politica monetaria troppo espansiva dettata a soli fini elettorali interni”.