La Val Pippa di Franco Ambrosetti e la realtà dei suoi amici borghesi

La Val Pippa di Franco Ambrosetti e la realtà dei suoi amici borghesi

Agosto 10, 2018 - 12:00

Se mancano i mezzi pubblici di chi è la colpa?

Leggo che su altri media Franco Ambrosetti (noto musicista, ma soprattutto noto rappresentante del Potere economico) fa l’ennesima sparata di elogio alle automobili private. 2018, signore e signori…
Due sue frasi sono spettacolari. “L’automobile, piaccia o no, è una realtà ineluttabile della modernità perché garantisce al cittadino di una democrazia liberale un diritto individuale fondamentale, la mobilità”. Mobilissimi, bloccati nel traffico… E poi il bijou: “Pensare di indurre il cittadino a rinunciare all’auto a fronte di un servizio pubblico non in grado di coprire tutto il territorio come per chi abita a Montagnola o a Manno e lavora a Grancia, è penoso”.
Daje Franco! Ma sei consapevole che è colpa vostra se non ci sono mezzi pubblici? Ma un esamino di coscienza ogni tanto no? Non è nelle tue corde?
Se permette Ambrosetti, possiamo tornare coi piedi per terra, visto che la penosa assenza di mezzi pubblici è colpa solo dei suoi amichetti. In questo ho un’esperienza personale legata a quando ero in Consiglio Comunale a Porza e ho visto cosa significa fare gestione dei trasporti pubblici quando è la cricca liberale in alleanza con il PPD (come sempre quando si tratta di soldi) a governare: non si muove nulla, si pensa solo ad abbassare le tasse.
Porza è un paese in cima alla collina. Ma è come se fosse in piena città: dista in auto 10 minuti dalla stazione. La Resega è sul territorio di Porza. Dalle nostre piazze vediamo l’ospedale, lo stadio, la SUPSI. Il problema: per arrivarci a piedi è tutta salita, pure piuttosto ripida. Se abitassimo in uno Stato civile (a dispetto del nostro PIL) ci sarebbero mezzi pubblici che vanno dal centro alla collina ogni quarto d’ora, la sera fino a tardi ogni mezz’ora. 
Siccome lavoro in Svizzera interna so di cosa parlo, perché qui funziona così per i luoghi a 10 minuti di bus dalla stazione. 
Lo sanno i paracarri che se i bus non circolano costantemente, allora la gente si compra la macchina per supplire alla mancanza. E chi non può avere la macchina? (anziani, giovani, malati, chi ha il coniuge che lavora con l’auto…) rimane inchiodato. Come probabilmente direbbe Ambrosetti: “si attacca”. In Ticino il Medioevo non è finito, proprio perché ci sono quelle personcine che piacciono a Ambrosetti. Per arrivare in paese a Porza in settimana dalle sette di sera i bus non passano nemmeno una volta all’ora. Il sabato c’è meno di un bus all’ora. La domenica in totale passano 7 bus… ne passano di più a Corippo, diamine! E la colpa è solo e unicamente dei borghesi.
Caro Franco, tu vieni da una famiglia ricca e non hai di sicuro problemi a muoverti. Ma c’è il mondo là fuori, hai in mente? Chissà, forse come tanti hai il SUV, e come tanti dei mezzi pubblici non te ne frega molto. Ma i mezzi pubblici sono uno strumento di civiltà, che a voi borghesi nemmeno vi sfiora. Il responsabile dell’assenza di autobus a Porza ha un nome e un cognome. È il signor Moltiplicatore Comunale. La politica borghese di Porza degli amichetti di Ambrosetti vuole avere il 3° moltiplicatore più basso del cantone. Non a caso: avete idea quanti milionari ci sono a Porza che non vogliono pagare le tasse? E così è in tutto il cantone: dove ci sono i ricchi che hanno qualcosa da dire, ci sono meno mezzi pubblici.
Chissà come mai i soldi per aumentare le corse dei bus mancano sempre…
Ambrosetti, devi aver proprio ragione tu! Il problema della viabilità del Luganese è causato dai “bramini di palazzo”!… Al netto delle stupidaggini  che possono essere dette a mezzo stampa, a me invece sembra proprio che i bramini bramosi siano quei borghesi che passano la giornata a contarsi i loro soldi. Ci sono delle colpe per il fatto di non avere mezzi pubblici nel luganese, e voi dovreste finalmente farvi un esame di coscienza.
 
 
Filippo Contarini