L'accoglienza di Rivoir riempie la Biblioteca cantonale

L'accoglienza di Rivoir riempie la Biblioteca cantonale

Febbraio 08, 2018 - 23:00
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Si è svolta questa sera alla biblioteca cantonale di Lugano una conferenza dedicata alla figura del pastore Guido Rivoir.

Folto pubblico questa sera alla Biblioteca cantonale di Lugano. In molti sono accorsi per la conferenza dedicata alla figura del pastore valdese Guido Rivoir, protagonista, negli anni che hanno seguito il golpe cileno del ’73, della grande mobilitazione solidale che ha contraddistinto il Ticino nell’accoglienza dei profughi in fuga dalla dittatura militare del generale Augusto Pinochet.
La conferenza ha visto gli interventi della direttrice della Divisione della cultura e degli studi universitari del DECS Raffaella Castagnola, di Danilo Baratti, storico e cocuratore del volume Guido Rivoir. Le memorie di un valdese, Emilio Barbarani, dal 1974 al 1976 diplomatico presso l’Ambasciata italiana di Santiago del Cile, il già consigliere di Stato Pietro Martinelli e il direttore della Biblioteca Cantonale di Lugano Stefano Vassere. Promossa dalla Fondazione Federica Spitzer e dalla Città di Lugano quello di questa sera si inserisce nella serie di eventi organizzati per “valorizzare la tradizione umanitaria di Lugano e della Svizzera italiana verso chi ha subito l’oppressione politica, la persecuzione razziale e religiosa e la negazione della libertà”, in occasione dell’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali in Italia. A presenziare alla conferenza c’erano fra gli altri i municipali di Lugano Cristina Zanini Barzaghi e Roberto Badaracco e il sindaco Marco Borradori. Presente anche l’avvocato ed ex procuratore pubblico Paolo Bernasconi, che proprio ai tempi dell’accoglienza dei cileni i Ticino era in forze all’allora Procura sottocenerina che decise di non procedere penalmente nei confronti di chi accolse i cileni, nonostante le disposizioni del Dipartimento federale di giustizia e polizia.
Proprio l’azione di Rivoir, che nel febbraio 1974 portò in Svizzera il primo gruppo di cileni, fu determinante per il forte sostegno nell’opinione pubblica nato attorno all’Azione Posti Liberi, di cui fu principale promotore. La storia di Rivoir, in particolare in quei frangenti di mobilitazione solidale, è stata ricordata dallo storico Baratti. La sua azione fu determinante per convincere sia il Gran Consiglio ticinese che le autorità federali ad una politica più aperta verso i profughi cileni, come ricordato anche dall’ex consigliere di Stato Martinelli, che ha voluto anche ricordare il difficile contesto storico in cui si svolsero quegli eventi, particolarmente significativi, nella sinistra ticinese, anche per la sconfitta dell’esperimento di marxismo democratico di Salvador Allende. Di fronte alla brutalità della dittatura militare Guido Rivoir lanciò un fondamentale messaggio di solidarietà e speranza.