"L'altra cultura" ora ha una nuova casa

"L'altra cultura" ora ha una nuova casa

Settembre 22, 2018 - 15:37
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Oggi a Curio si è inaugurata la sede restaurata del Museo del Malcantone.

Lugano ha il LAC, Bellinzona i Castelli e il Teatro Sociale, Chiasso il Cinema Teatro e il Max Museum, Locarno il Palacinema e Casa Rusca, … , e proprio settimana scorsa è stato inaugurato a Mendrisio il nuovo centro culturale de La Filanda. Ma la cultura non è solo ospitata da “involucri” di grandi firme dell’architettura, bensì anche recupero e animazione del territorio.
Ed è quello che si è visto stamane in Malcantone, dove, mentre a Lugano si continuava a celebrare la “Città del Gusto”, supportata con dozzinali “pubbliredazionali” e campagne di spot pubblicitari (manco il detersivo “lava più bianco” ha mai occupato così massicciamente gli spazi su qualsiasi emittente pubblica e privata), a Curio più o meno 150 persone si sono trovate per l’inaugurazione del Museo del Malcantone.
Nonostante il discreto caldo per la stagione, ormai autunnale, e un aperitivo che più che minimalista potremmo definire rudimentale, molti hanno voluto essere presenti all’evento malcantonese, poco blasonato, ma probabilmente più autentico. E fra i presenti mimetizzati fra semplici cittadini che volevano vedere l’apertura del museo della loro regione, anche alcuni “big” hanno voluto rispondere presente all’invito del già presidente del Gran Consiglio Gianrico Corti, presidente dell’Associazione Museo Del Malcantone. Ad ascoltare gli interventi del consigliere di Stato a capo del Decs Manuele Bertoli, del conservatore Bernardino Croci Maspoli, del sindaco di Curio Gianni Nava e del rettore dell’Usi Boas Erez, c’erano pure l’ex presidente del Plr nazionale Fulvio Pelli, l’ex presidente dell’USI Mauro Baggiolini, il “pensionando” direttore del Centro di dialettologia Franco Lurà e il consigliere comunale socialista di Lugano Carlo Zoppi, oltre all’ex vicepresidente della sezione di Lugano del Ps Ticino e futuro candidato al Gran Consiglio Francesco Rinaldi.
Gianrico Corti, oltre a fare gli onori di casa introducendo gli interventi dei relatori sopra citati, da presidente dell’associazione ha fatto anche il discorso principale dell’evento, fornendo molti spunti delle storie e delle vicende malcantonesi ora raccontate nel museo, che trova sede nello storico edificio della prima scuola professionale della Svizzera Italiana, e che ora grazie al restauro rivive di nuova vita.
Dal canto suo Bertoli ha auspicato che, in tempi positivi per le finanze cantonali, si possano trovare le risorse anche per realtà come quella del Museo del Malcantone (chissà se il consigliere di Stato a capo del Dfe Christian Vitta sarà d’accordo).  Il rettore dell’USI Boas Erez ha voluto ricordare la casa del padre a Curio e il forte legame che ha con la località poco distante di Breno. Anche alcune delle competenze dell’USI, ha detto e auspicato, potranno essere utili a la realtà museale che ha aperto i battenti oggi a Curio.