Le Temps racconta la storia di Pelin Kandemir Bordoli

Le Temps racconta la storia di Pelin Kandemir Bordoli

Maggio 14, 2018 - 14:05
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Le Temps in un articolo di Gemma D'Urso ripercorre la biografia della neopresidente del Gran Consiglio Pelin Kandemir Bordoli.

Oggi sul sito del quotidiano romano Le Temps si parla della neo presidente del Gran Consiglio ticinese Pelin Kandemir Bordoli.
Nell’articolo firmato da Gemma D’Urso, intitolato “l'ex rifugiata divenuta prima cittadina ticinese”, si ripercorre la biografia di Pelin Kandemir Bordoli, in particolare per quanto riguarda gli anni del suo arrivo in Ticino. “Arrivata clandestinamente in Svizzera negli anni ’80, la nuova presidente del Gran Consiglio ticinese è un esempio di interazione”, si legge. “Nata ad Ankara il 4 giugno 1976, Pelin aveva 11 anni quando, nel settembre 1987, con la madre e il fratellino di 3 anni, arrivò in Ticino”, scrive Gemma D’Urso. “La famiglia si unì a loro padre, un ex poliziotto di origine curda che due anni prima si era rifugiato a Bellinzona. In carica all'Interpol di Ankara, aveva partecipato al tentativo di colpo di stato del 1980. Inprigionato e torturato, non si è più sentito sicuro in Turchia dopo il suo rilascio, da cui la sua decisione di chiedere asilo politico in Svizzera”. Nel settembre del 1987 un’amica del padre va “a prenderla all'aeroporto di Milano e a portarla in Ticino con la sua auto. A proprio rischio e pericolo. Il passaggio della dogana a Chiasso avviene miracolosamente senza controllo di documenti”. “Quando sono arrivata a Bellinzona, all'età di 11 anni, mi sono subito trovata di fronte a una realtà nuova e mi sono immersa in una lingua e in una cultura che non conoscevo”, spiega la neopresidente del Gran Consiglio. “Due anni dopo la riunificazione dei Kandemir”, spiega l’articolo, “l'Ufficio federale dei rifugiati, guidato da Peter Arbenz, ha respinto la domanda d'asilo del padre. L'amica che aveva portato lei e i suoi figli in Svizzera è poi intervenuta presso le autorità che hanno finalmente rilasciato il permesso B. Da lì, il viaggio di Pelin è andato avanti senza intoppi e l'ha portata ad ottenere la nazionalità svizzera”.
E ora giunta alla terza legislatura in Gran Consiglio, la neo prima cittadina potrebbe proseguire la sua carriera politica a Berna? "Vedremo", dichiara a Le Temps la presidente del Gran Consiglio.