L'economia ticinese vola alto. Locarno “pecora nera”

L'economia ticinese vola alto. Locarno “pecora nera”

Marzo 29, 2018 - 08:02
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Ieri al LAC di Lugano la Cc-Ti ha presentato uno studio realizzato dall'istituto BAK sull'economia ticinese nell'ultimo decennio.

Sul piano internazionale, che ha segnato la crescita più alta nell'ultimo decennio sul piano economico fra gli Stati Uniti, la Germania, l'intera Svizzera o il Ticino. Le mani che si sono alzate per il nostro Cantone, alla domanda del vicedirettore dell'Istituto BAK Marc Bros de Puechredon, non sono state molte, eppure è proprio il Ticino fra queste realtà ad aver conosciuto la crescita maggiore, stando allo studio "Lo sviluppo economico del Canton Ticino nel confronto (inter)nazionale" di BAK Economics.
Oggi al LAC di Lugano in una sala occupata da molti esponenti dell'economia ticinese, esponenti del mondo accademico e della politica, la  Camera di commercio, dell'industria, dell'artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti) ha presentato il suddetto studio, che va a confermare (e rafforzare) una tendenza che la stessa Camera di commercio aveva riscontrato, ovvero il sostanziale segno positivo davanti allo sviluppo economico del ticino dal periodo che va dal 2005 al 2016.
Dopo il saluto del presidente della Cc-Ti Glauco Martinetti e del direttore Luca Albertoni, la parola è passata al sindaco di Lugano Marco Borradori e poi al vicedirettore di BAK Bros de Puechredon, che ha evidenziato le cifre dell'approfondito studio sull'economia ticinese. Fra di esse è stato evidenziato come la crescita del PIL ticinese nel periodo dal 2005 al 2016 è stata del 25%, risultato che pone il Ticino al di sopra della media svizzera, ma anche di realtà quali Usa, Germania, Piemonte e Lombardia. Una dinamica analoga si riscontra anche per quanto riguarda l'evoluzione del PIL procapite.
Anche dal punto di vista occupazionale la situazione dipinta dallo studio è positiva e vede il Ticino al di sopra della altre realtà citate, per quanto riguarda il numero di posti di lavoro creati, e con un tasso di disoccupazione stabile attorno al 6%, di poco superiore alla media svizzera e degli Stati Uniti e della Germania.
Lo studio ha però anche operato un confronto fra le varie regioni del Ticino, divise negli agglomerati di Chiasso-Mendrisio, Lugano, Bellinzona e Locarno (corrispondenti ai 2/3 della popolazione del Cantone). Alcuni dei dati emersi sono in parte inaspettati. Chiasso-Mendrisio, in termini di sviluppo reale del PIL, supera, anche se di poco, Lugano, con un +30%. Piuttosto evidente è anche il netto ritardo di Locarno, che ha conosciuto alla stessa voce nel decennio preso in considerazione una crescita di solo il 10%, incremento ampiamente al di sotto della media Svizzera, mentre Bellinzona si situa di poco al di sopra del 20%.
Ma quali sono i settori economici che hanno reso possibile questa performance? A livello cantonale il podio è composto dai comparti "Industria farmaceutica", "Altri servizi economici" e "Assistenza sociale (intesa come il comparto riguardante le cure mediche, agli anziani, ecc.).
Andando ad osservare le singole regioni, a Lugano i settori a maggior crescita sono stati "Assistenza sociale", "Industria Farmaceutica" e "Settore assicurativo". A Chiasso-Mendrisio "Tecnologie dell'informazione", "Industria farmaceutica" e "Assistenza sociale". A Bellinzona "Altri servizi economici", "Istruzione" e "Telecomunicazioni".  Pure a Locarno “Altri servizi economici” si pone in testa, seguito da “Assistenza sociale” e settore “Primario” (ovvero agricoltura).