"Limitazione delle cariche: NO a leggi inutili e maggiore rispetto per i Comuni"

"Limitazione delle cariche: NO a leggi inutili e maggiore rispetto per i Comuni"

Settembre 18, 2018 - 18:12
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Pubblichiamo il seguente comunicato stampa del Plrt.
 
Nella sua seduta di ieri, il Gran Consiglio ha respinto due iniziative “parallele”, che miravano a limitare la durata delle cariche politiche, imponendo un limite massimo di 8 anni in Consiglio di Stato e fissando costituzionalmente a 4 legislature la durata delle altre cariche istituzionali, piccole realtà comprese. Dal Gran Consiglio fino al Consiglio Comunale. Il PLRT ha respinto in modo compatto entrambe le proposte. Oggi più che mai vi è la necessità di lottare contro le leggi inutili e l’eccessiva burocrazia, di ribadire la responsabilità dei Partiti, e di rispettare maggiormente l’autonomia comunale.

Uno degli aspetti che ha maggiormente convinto il PLRT nel respingere le due proposte è la necessità di rispettare i Comuni. Il Gran Consiglio la deve smettere di “ficcare il naso” in aspetti politici che non lo riguardano e rispettare con maggiore attenzione l'autonomia dei Comuni, che sono certamente in grado di decidere autonomamente. Il PLRT ribadisce quindi la propria attenzione verso le realtà comunali, come primo e fondamentale livello istituzionale del nostro Stato federalista. Questa è la vera civica che intendiamo salvaguardare per buona pace di chi propone vuoti slogan declamatori pensando così di difendere le proprie di “cadreghe”.
Tanto per fare un esempio, la maggioranza commissionale che si è occupata delle due iniziative si è addirittura permessa di rifiutare di ascoltare il parere dei Comuni (rappresentati dall’Associazione ticinese dei Comuni, ACT) su un tema che li vede coinvolti direttamente. Un modo di agire irrispettoso, che il PLRT non intende accettare e che continuerà a stigmatizzare anche in futuro.

Nei suoi statuti (Art. 64), il PLRT indica poi a chiare lettere che le cariche pubbliche in seno al Partito sono limitate a quattro legislature (per un massimo di sedici anni) dando però la possibilità di adottare delle deroghe in casi particolari. Vige quindi una precisa autoregolamentazione interna per favorire il rinnovo delle cariche senza la necessità di creare nuove ed inutili leggi “ad hoc” che vadano ad appesantire un apparato legislativo già di per sé sovraccarico. I partiti sanno assumersi autonomamente le proprie responsabilità di fronte al cittadino e se non sono in grado di rinnovarsi, sono destinati a pagarne le conseguenze alle urne, grazie alla capacità di giudizio dell’elettore.