L'inquinamento è colpa della democrazia?

L'inquinamento è colpa della democrazia?

Agosto 16, 2018 - 15:09

Il climatologo François-Marie Bréon ha trovato un sigolare "responsabile" dell'aria inquinata. Ma la democrazia reagisce...

La siccità sembra stia diminuendo. Sembra diventerà una costante. Leggo allora da un articolo del tagesanzeiger.ch le parole del climatologo François-Marie Bréon. Dice che per frenare la catastrofe ambientale bisogna ridurre la velocità dei veicoli in autostrada, aumentare di tre volte il prezzo dei biglietti d’aereo e aumentare il costo della benzina.
Le misure proposte hanno senso. Quel che è assurdo è cosa dice nelle frasi dopo: secondo lui il primo problema del cambiamento climatico è la democrazia, perché i cittadini non accetterebbero le misure che toccano i loro vantaggi individuali.
Bréon sbaglia: in realtà la gente sa sopportare la benzina più cara o meno viaggi in aereo. La democrazia sa ragionare in modo sistemico, quando non è dopata.
Sono invece i politici borghesi che inorridiscono: se l’uso dell’automobile venisse limitato, i loro donatori petrolieri o imprenditori dei centri commerciali non gliela perdonerebbero. Si tratta di una cricca di poche persone vicine al potere economico privato che parla tanto di Svizzera e di svizzeri, ma pensa anzitutto ai propri interessi.
Grazie ai loro milioni, i borghesi tappezzano di pubblicità le strade con messaggi terrorizzanti. Manipolano la morte, sciacallano ad arte. Si pensi alla votazione sul raddoppio del Gottardo: hanno fatto pressione sulla paura degli incidenti in galleria per raddoppiare il tubo. Ma quella era solo una scusa, ne ho scritto su ticinotoday in questo articolo del febbraio 2016 e in questo dell’aprile del 2018.
Il risultato concreto della loro politica della paura è sotto gli occhi di tutti, anche in Ticino passeranno più camion, più CO2, più inquinamento, più riscaldamento globale. Mentre sull’evoluzione dell’ambiente non bisogna aver paura, nemmeno di fronte alla dura realtà?
Il riscaldamento climatico in Ticino ha colpevoli che la Storia nominerà, ad esempio coloro che hanno giocato con chi spargeva quei messaggi della paura, ovvero i membri borghesi del comitato per il raddoppio del Gottardo come i vari Lombardi, Abate, Quadri, Chiesa, ecc. Di fronte all’ambiente il loro cuore sembra più arido delle terre che nemmeno le capre più ardite se la sentivano di brucare in questi giorni.
La democrazia però reagisce, la sconfitta di Marco Romano a Mendrisio insegna qualcosa: dove i problemi ambientali cominciano a sentirsi, il più borghese non ha avuto chances.  
I climatologi quindi la smettano di pensare che la gente è composta solo da idioti e facciano materiale informativo serio e basato su ricerche chiare per chi fa politica ambientalista. Ad esempio, i climatologi ci dicano quali sono gli influssi dell’inquinamento di Milano sul Ticino, è un dato politico importante che mancando continua a dare alibi ai borghesi. Solo con i loro dati possiamo fare una politica efficace.
Dobbiamo però anzitutto salvarci dai borghesi, che hanno colpe dirette e tangibili. Ci stanno mettendo in pericolo. È arrivato il tempo di prendere in mano il nostro futuro e tirarli giù dalle loro sedie in parlamento.
Ah, se volete sapere quanto sono ambientalisti i nostri politici borghesi lo potete scoprire a questo link: http://ecorating.ch/eidgenoessisch/abstimmungsverhalten/50-legislatur-2015-2019/bilan-conseil-national-2017/
 
Filippo Contarini

p.s. spoiler: Lega e UDC sono a un livello così basso che quasi non si riesce a leggerlo, mentre l’unica veramente attenta per l’ambiente sui i 10 politici ticinesi a Berna è la socialista Carobbio.