M: un viaggio nella notte per portare alla luce un segreto.

M: un viaggio nella notte per portare alla luce un segreto.

Agosto 06, 2018 - 17:30

Locarno Festival. Concorso internazionale 2018. È un racconto scomodo questo di Yolande Zauberman, regista francese, che vanta una carriera iniziata al fianco di Amos Gitai e che nel 1988  firma il suo primo documentario sull’Apartheid in Sudafrica, Classified People, vincitore di molti premi tra cui il Grand Prix al Festival du Film de Paris.

In M la telecamera della Zauberman si addentra a Bnei Brak, la capitale mondiale degli haredi, gli ebrei ultraortodossi, per accogliere la storia di Menahem Lang, cresciuto in questa città, conosciuto per la sua assiduità nel frequentare la scuola talmudica e per le sue qualità canore nell’interpretazione dei canti liturgici, che a vent’anni si trasferisce a Tel Aviv, rompendo qualsiasi legame con la propria comunità, poiché per anni è stato vittima di violenza sessuale da parte di alcuni suoi membri.
 
Il viaggio notturno, perché la notte -ci dice la regista- favorisce l’intimità e la sincerità- si svela come racconto onesto e senza reticenze e tocca temi quali la sessualità, il perdono e lo spettro del gal-gal, ovvero quel circolo vizioso che fa sì che gli stuprati si trasformino in stupratori.
 
È un racconto intenso, scevro da qualsiasi sensazionalismo, tant’è che non vengono descritte le violenze subite; ma è anche un racconto delicato, sia per il rispetto con cui la macchina da presa entra in questo segreto sia per la spontaneità disarmante con cui Menahem ci accompagna come un Virgilio in questo viaggio e avvicina altri, che come lui hanno vissuto la stessa drammatica esperienza e che come contagiati dalla sua energia vitale rompono il silenzio e ci consegnano la loro storia, le loro paure, il loro desiderio di tornare a vivere riconciliandosi con il passato. 
 
Il documentario è in ebraico e yiddish, la lingua degli ebrei dell’Europa centrale e orientale; la chiusa di Kafka si pone come un sigillo: la promessa di testimoniare attraverso il film il coraggio di uscire dal silenzio e dal senso di vergogna.