Ma perché la Pantani cita il Patto del 1291?

Ma perché la Pantani cita il Patto del 1291?

Giugno 06, 2018 - 22:10

Ecco perché il Patto del 1291 non c'entra nulla con l'iniziativa sui giudici stranieri.

Visto che i leghisti quando citano il Patto del 1291 non hanno idea di cosa parlano (ad esempio la Pantani in questi giorni), forse è meglio mettere i puntini sulle ï. Bisogna infatti spiegare che non solo con quel patto l’iniziativa UDC sull’autoesclusione dalla Carta dei Diritti dell’Uomo non c’entra nulla, ma che anzi se votiamo sì a quell’iniziativa (impropriamente chiamata “contro i giudici stranieri”) nel medioevo ci finiamo a bomba.
Come spiega il Dizionario storico della Svizzera, i Patti federali sono dei documenti firmati tra gli atavici cantoni fra loro con vari obiettivi, che potevano essere economici, di difesa armata, di gestione dei conflitti interni, di alleanza, ecc..
La leggenda del Patto del 1291
Non c’è una voce dedicata al Patto del 1291, per svariate ragioni. La prima è che il Prof. Sablonier ha portato dubbi molto forti sull’idea che si tratti di un documento vero. Probabilmente è infatti un oggetto retrodatato.
Nell’ottobre del 1291 comunque Zurigo fa un’alleanza con Svitto e Uri, lì non si parla del patto del Grütli, a dimostrazione che anche se fosse stato vero, comunque non era importante. Sono i liberali di fine Ottocento che, ritrovandolo in un archivio polveroso, lo fanno diventare una delle fonti mitiche del nazionalismo elvetico, visto che il loro consenso stava ormai crollando (Gruner 1977).
Il problema di schierarsi con i potenti
La seconda è che ci sono Patti decisamente più importanti, giusto settimana scorsa ne parlava un interessante articolo del tagesanzeiger.ch recensendo un libro di Meier che spiega il bordello diplomatico e di potere in quel periodo alla fine del 13° secolo nelle zone come la Svizzera, la Svevia e l’Austria. In particolare c’era un problema di lotta fra successioni al trono. Il re era eletto, dai principi, quindi semplificare e parlare “degli Asburgo” è allucinante, siccome la Svizzera era parte dell’Impero ed essere vicini al re nel Medioevo significava essere più liberi. Ma nemmeno questo alla Lega interessa, viva la Storia!.
Da bravi politici dovrebbero invece interessarsi al casino delle successioni. A fine tredicesimo secolo il problema non è mettersi contro il Potere (è diverso il discorso di alcuni secoli dopo, con gli anabattisti o le guerre dei contadini). Il problema è sapere con quale potere stare.
La Lega sa che quel patto è basato su diritto straniero?
Il terzo dettaglio è ben studiato dal mio collega Bacher, esperto di diritto romano medievale in Svizzera. Lui, cattolico conservatore, ha il pallino di restituire alla Storia una Svizzera spogliata dalla mitologia germanista liberale di fine Ottocento.
E quindi si diverte ad andare in giro per monasteri a studiare carte che solo in quattro o cinque (monaci esclusi) capiscono in Svizzera. Ebbene, alla Pantani non piacerà sapere che i riferimenti culturali del Patto del 1291 sono il diritto romano come insegnato a Bologna da ormai alcuni decenni.
E infatti alcuni indizi sembrano dire che il patto sia scritto da un notaio di Coira che aveva studiato là – come d’altronde faceva tutta l’élite d’Europa. Si pensa che negli anni d’oro fra il 13° e il 14° secolo la facoltà di diritto abbia ospitato 10'000 studenti – e non c’era il Frecciarossa neh.
Per una soggettività internazionale dei cittadini
Comunque l’obiezione portante da fare contro Pantani è un’altra. Dalla fine della Seconda guerra mondiale stiamo vivendo una nuova società globale. Con l’ONU si è istituito il divieto di dichiarare guerra (regolarmente violato dagli americani). Ma soprattutto sono state concepite delle Carte dei diritti umani per fare accedere anche i singoli cittadini alla giurisdizione internazionale.
Significa che se i tuoi giudici continuano a bastonarti, puoi andare a una Corte internazionale anche come piccolo cittadino e chiedere se hanno ragione a farlo. Era impensabile fino a 40 anni fa. Le nazioni infatti volevano che il loro monopolio del potere fosse assoluto.
La Corte europea dei diritti dell’uomo non è la panacea di tutti i mali. Io spesso ne critico le sentenze, troppo bigotte e poco coraggiose nell’ambito di razzismo o di questioni economiche. Ma rimane un luogo dialogico, dove si ha il diritto di esporre le proprie lamentele .
Giudici stranieri?
La Corte d’altronde è composta da giudici indipendenti, uno/a per ognuno Stato associato, e dove il gioco si fa duro nelle cause contro la Svizzera partecipa sempre anche un/a giudice svizzero/a.
Insomma, dire che voler smantellare la CEDU è un modo di vivere la svizzerità come nel 1291 forse politicamente fa tanto figo, ma è una boiata pazzesca. O meglio: è probabilmente il tentativo dei leghisti di rispedire i suoi cittadini direttamente nel Medioevo. Ma questo – per noi cittadini – di sicuro non è un passo avanti.
Purtroppo questi politici sono i nostri amministratori, che ci vuoi fare. A noi commentatori non rimane che la possibilità di ribellarci ai loro discorsi sulla reintroduzione della sudditanza. Se permettete io voglio essere cittadino, la sudditanza la lascio ai leghisti.

Filippo Contarini, Lucerna
p.s. per chi vuole più informazioni sull’argomento può visitare il sito www.comitatodiberna.org