Marco Passalia: "sfruttiamo i big data". Ma anche sulla cyber-security si può fare di più

Marco Passalia: "sfruttiamo i big data". Ma anche sulla cyber-security si può fare di più

Ottobre 24, 2017 - 10:23
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Ieri con una mozione al Consiglio di Stato il granconsigliere PPD Marco Passalia ha proposto l'introduzione della tecnica dell'analisi dei big data (letteralmente "grandi dati", ovvero enormi volumi di dati che devono essere analizzati con specifici strumenti) per migliorare la gestione del traffico. L'introduzione di questo sistema, già sperimentato in altre realtà svizzere, potrebbe secondo il deputato migliorare la comprensione e la previsone dei flussi del traffico. Ma quello dell'analisi dei big data non è l'unico campo dove secondo Passalia serve una marcia in più....

Marco Passalia, ieri ha presentato una mozione in cui si chiede al Consiglio di Stato di introdurre l'analisi dei big data per migliorare la gestione del traffico nel nostro Cantone. Di cosa si tratta? Quali vantaggi apporterebbe l'applicazione di questa proposta?
L'analisi dei big data permetterebbe di avere un monitoraggio completo dei flussi del traffico, dalla loro origine alla loro destinazione, fino alla loro tipologia (quale tipo di mezzo di trasporto). Ciò permetterebbe di fare delle verifiche con dati reali sul funzionamento del traffico ed eventualmente apportare delle modifiche alle vie di comunicazione, come pure permetterebbe di scegliere al meglio in quali infrastrutture investire le risorse dello Stato.
Non serve andare molto lontano. Basta guardare ad altri Cantoni e Città svizzere che stanno già implementando questo strumento. Ad esempio a Basilea, in occasione delle partite di calcio, viene fatto un monitoraggio del traffico, che permette di deviarlo verso questa o quell'altra zona di posteggio. È uno strumento che costa molto poco ed ha un'attendibilità elevatissima.
 
La raccolta di questi dati non comporta problemi dal punto di vista della privacy?
I dati sono anonimi. Il principio è quello di utilizzare dati provenienti da apparecchiature tecnologiche degli utenti, come possono essere i telefonini, in forma anonima ma aggregata.
 
Lei propone l'utilizzo dell'analisi dei big data nella gestione del traffico. Oggi si parla molto di questo strumento e delle sue possibili applicazioni. Ad esempio nel monitoraggio dei costi sanitari. Lei vede delle controindicazioni ad applicare quanto lei propone per il traffico ad altri settori dell'amministrazione pubblica?
Le opportunità che le nuove tecnologie offrono nel campo dell'amministrazione della cosa pubblica sono sicuramente interessanti e possono essere aperte ad altri settori. Credo sia importante basarsi sull'esperienza che già stanno facendo altre amministrazioni cantonali e comunali in Svizzera, che già applicano queste tecnologie, come nel caso del monitoraggio del traffico, come pure sull'esperienza del settore privato, che sovente utilizza questi strumenti. La sfera privata dei cittadini deve però rimanere una barriera invalicabile. L'anonimato dei dati deve essere garantito.
 
Oggi sempre più sovente siamo confrontati con notizie di attacchi informatici su vasta scala. Ci sono delle possibili vulnerabilità nel sistema da lei proposto per quanto riguarda la sicurezza informatica?
La sicurezza informatica è un altro tema essenziale. Credo che su questo fronte si possa fare di più. Proprio sulla cyber-security ho già elaborato, assieme a degli esperti del settore, un ulteriore mozione.
Il problema del rischio cibernetico è spesso legato al fatto che dimentichiamo che il rischio virtuale può essere tanto dannoso quanto quello reale. Nella vita reale tuteliamo la nostra sicurezza, ad esempio, installando delle telecamere o delle recinzioni. Nel modo virtuale ci sono informazioni e dati su di noi altrettanto importanti, se non di più, ma troppo spesso si dimentica di difenderli. Questo ci espone a chi ha delle intenzioni criminali.