Mathieu (alias Swampe): "per me Youtube non è solo numeri"

Mathieu (alias Swampe): "per me Youtube non è solo numeri"

Giugno 07, 2018 - 17:56
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Martedì sera a Gordola si teneva una serata informativa sul mondo del web, in cui erano protagonisti dei giovani youtuber (vedi qui). Uno di loro Mathieu  Herrmann (noto come Swampe), è divenuto noto soprattutto per il suo video in cui chiedeva alle persone il costo del loro abbigliamento. Lo abbiamo intervistato.
 

Mathieu Herrmann, come mai hai iniziato a fare video su Youtube?
Fin da quando ero piccolo ero vittima di bullismo. Youtube mi ha permesso di esprimermi e di trovare gente che apprezzasse ciò che stavo facendo. Trovare gente che mi volesse bene.

Con le visite e i "like"?
No, quelli sono numeri. Che contano sono i messaggi e le lettere che mi inviano le persone che mi seguono. Mi danno motivazione e conforto e mi rendono felice ogni giorno. 

Hai contatti regolari con il tuo pubblico?
Spesso mi capita spesso, ad esempio quando sono in discoteca a ballare, che avvicini qualcuno che segue i miei video per parlare. Per me è magnifico trovare nuove amicizie.

Il fatto che tante persone conoscano e vedano i tuoi video ti ha fatto sorgere un senso di responsabilità su ciò che pubblichi?
Mi sono reso conto che ciò che trasmetto alle persone con il contenuto dei miei video può influenzarle. Ad esempio un video contro il bullismo può sensibilizzare le persone su questa tematica. Sono cosciente di ciò.

Questa "responsabilità" ti preoccupa?
All'inizio mi spaventava abbastanza. Riflettendoci ho capito che è qualcosa con cui,  piaccia o meno, ci si deve confrontare. Io me la sono fatta piacere e spero di usare questa "responsabilità" in modo positivo e trasmettere qualcosa di buono alle persone.

Su Youtube spesso si trovano anche video che sfruttano, per così dire, "casi umani" o di disagio e ottengono molte visualizzazioni. Uno youtuber deve seguire una certa etica, oppure devono essere le visite (e dunque il pubblico) a "dettare la linea"? È lecito "sfruttare" queste situazioni per fare visite?
No, non è questo lo scopo. Youtube punisce chi usa in modo sbagliato la piattaforma. Vi sono stati vari casi in cui youtuber avevano pubblicato contenuti che andavano contro al codice morale ed etico e sono stati puniti. Un conto è trasmettere un momento divertente o "trash" (ognuno lo giudichi come vuole), un altro paio di maniche è andare a causare conseguenze negative per le persone. Uno youtuber che pensa solo alle visualizzazioni ed è disposto a qualsiasi cosa pur di ottenerle non lo considero un mio collega.

Durante la serata "Follow us" a Gordola ha detto che per il suo futuro vede due strade possibili: o l'influencer o l'avvocato. Ciò che si pubblica nel web rimane online per sempre (o quasi). Hai mai pensato che qualcosa che pubblichi oggi, in futuro possa in qualche modo danneggiare la tua carriera (specialmente per quanto riguarda la prima opzione)?
Finora non ho mai pubblicato contenuti che potessero ledere la mia personalità. Non penso che quanto fatto finora possa rovinare il mio futuro. Qualora si realizzasse l'ipotesi di diventare un avvocato penso che un futuro cliente debba decidere di affidarsi a me o meno per la mia professionalità e non per i video che ho fatto. Ma anche se dovessero vederli non penso di aver pubblicato qualcosa di "compromettente".

Lo stesso discorso può valere anche i minorenni, che (anche legalmente) non hanno ottenuto la "maturità" per decidere del proprio futuro. Molti social (come Whatsapp) stanno alzando i limiti di età per potervi accedere. Sei d'accordo con questa politica?
Youtube ha un limite di età di 13 anni. Ritengo che a quell'età una persona non sia abbastanza matura per capire l'incidenza che quello che pubblicano potrebbe avere in futuro. Molti ragazzi non ci pensano. Vedono i "colossi" di Youtube e vogliono diventare come loro, senza pensare che ciò potrebbe non avverarsi e che dunque dovranno trovare un altro percorso lavorativo. Va anche detto che non conta tanto l'età anagrafica, ma quanto matura è una persona. Non è detto che un 20enne abbia già acquisito questa consapevolezza e se non l'ha fatto non dovrebbe stare sul web.

Sei d’accordo ad un limite di 16 anni per il quale è necessario il consenso dei genitori per accedere ai social (previsto dal GDPR, la nuova normativa europea sul trattamento dei dati)?
17 anni secondo me è l'eta adeguata. I genitori sotto questa soglia dovrebbero vigilare su cosa pubblica un adolescente e assicurarsi che non possa danneggiarlo. Seguirlo nel suo percorso.
Alcuni genitori andrebbero però istruiti su cosa è Youtube e più in generale sul web, che non è solo negativo, è anche degli aspetti molto belli. I giovani dovrebbero invece essere sensibilizzati sul fatto che il web può anche avere conseguenze molto negative se usato male.

Il tuo video più visto (oltre un milione di visualizzazioni) è stato quello in cui chiedevi alle persone il costo del loro abbigliamento (il loro"outfit") a Milano. Come ti è venuta l'idea?
Essendo bilingue seguo molto anche YouTube Germania. Intervistare le persone e chiederle il costo dell'outfit era già stato fatto molti anni fa. Poi con lo “streetwear” (abbigliamento da strada, ndr) è il fenomeno è rinato. Anche negli Stati Uniti lo hanno fatto. Ho pensato di fare la stessa cosa in Italia.

Qual è la soglia di visualizzazioni necessaria per potersi guadagnare da vivere con Youtube?
Dipende da molti fattori. Chi guarda i tuoi video, quali contenuti pubblichi, quante visualizzazioni fai, qual è la percentuale di visualizzazione, oltre alle collaborazioni con marchi o brand. In pratica con lo stesso numero di visualizzazioni due youtuber potrebbero guadagnare cifre molto diverse.

Con il suo video più visto, quello sugli “outfit", all’incirca quanto ha incassato?
Questo non mi è permesso da Youtube dirlo. Andrei contro a un accordo che ho stretto con la piattaforma.

Vi sono anche degli obblighi di riservatezza?
Posso spiegare come funziona il CPM (costo per impressioni). Posso spiegare indicativamente alcune cifre. Non mi è permesso però dire quanto guadagno mensilmente su Youtube.

Consideri YouTube il suo datore di lavoro?
Considero la gente che mi segue il mio datore di lavoro. È vero che vengo pagato da Youtube o da altre piattaforme, ma non percepirei nulla di questo stipendio se non avessi persone che mi sostengono. Ovviamente più sono gli iscritti al proprio canale più alto è il guadagno. Anche per questo è importante rispettare i propri iscritti.  Sono loro che apprezzando il tuo lavoro e sostenendoti giorno per giorno rendono possibile incassare qualcosa. Sono loro il vero datore di lavoro.