Maudet e Leuthard sulla strada di Cassis. Le soldatesse fanno un passo indietro

Maudet e Leuthard sulla strada di Cassis. Le soldatesse fanno un passo indietro

Agosto 04, 2017 - 16:38
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Per Cassis Maudet e Leuthard si mettono sulla via di Berna. Tutta la deputazione ticinese sosterrà ora il consigliere nazionale Plr? Intanto Sadis ritorna fra i ranghi...

Pierre Maudet scende in campo per la corsa alla successione di Burkhalter e ora sono "Cassis amari" (prendiamo a prestito il termine coniato da Lorenzo Quadri). Il consigliere di Stato ginevrino è un politico molto stimato in Romandia e non solo. Certo è un maschio, fosse donna avrebbe già l'elezione in tasca. Ora si iniziano a delineare i tenori con cui il consigliere nazionale ticinese dovrà vedersela.

E diciamolo. Molti di quelli che a Berna avrebbero potuto sostenere una candidatura Sadis, ora si riconvertiranno a sostenere il ginevrino.

 

 

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Doris Leuthard ha scelto la Rsi per rilasciare l'intervista con "polpetta avvelenata" per Cassis. La polpetta avvelenata non è tanto l'aver dichiarato che il Ticino si sentiva lontano da Berna anche quando c'era un ticinese in Consiglio federale (il pipidino Flavio Cotti), bensì aver preannunciato che nel 2019 lascerà il governo. A Filippo Lombardi non deve essere sembrato vero. Tutti sanno quanto il capogruppo alle Camere federali del Ppd ci tenga ad entrare in Consiglio federale e se Cassis fallisse,.... . In ogni caso è una buona ragione per rivendicare la possibilità di ricandidarsi per la sesta volta al Senato.

Siamo sicuri che la deputazione ticinese sarà compatta nel sostenere Cassis?
La Leuthard ancora una volta ha "sparigliato" le carte. E se Lombardi nel 2019 fosse giudicato troppo vecchio, c'è sempre il giovane Marco Romano, che godeva della stima dell'ex presidente nazionale Ppd Darbellay.
 
 
 
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Intanto c'è da "registrare" il comportamento della "soldatessa" Laura Sadis, che a Lattecaldo ha espresso sostegno per la candidatura di Cassis. Leale, fedele, ligia al rispetto della linea dettata da Fulvio Pelli. Brava. Ma forse in Consiglio federale ci vogliono se non generali, almeno colonnelli. I soldatini no.