Multiamo la maschera di Deadpool?

Multiamo la maschera di Deadpool?

Maggio 16, 2018 - 13:56

È meglio fare attenzione a giocare con il diritto penale.

Puoi girare con una pistola (finta) in mano.
Puoi girare vestito mascherato da Deadpool con una pistola (finta) in mano.
Puoi girare vestito mascherato da Deadpool.
La domanda se la può porre chiunque: il problema è andare in giro con una pistola (finta) oppure è andare in giro mascherato?
Il problema dell’arma giocattolo
L’art. 4 cpv. 1 lett. g. della Legge sulle armi parifica le “imitazioni di armi” alle armi vere. Bisogna quindi avere l’autorizzazione per il porto d’armi, ma ci sono eccezioni nell’art. 27: nessun porto d’armi per chi va a manifestazioni storiche o chi va a fare softair in un campo chiuso.
Il giovane faceva il Cosplayer con un’arma giocattolo. Se anche fosse ipoteticamente leggermente punibile (art. 33 LArmi, per casi leggeri c’è comunque la rinuncia alla pena), probabilmente non è punibile per assenza di colpa (art. 21 CP). D’altronde è difficile essere severi: quanti bambini dovrebbero pagare multe salate per aver portato in giro le loro Colt da Cowboy?
Dalle informazioni che abbiamo dal CdT il giovinotto pensava che la gente lo avrebbe guardato divertita. E invece si è trovato con una mitragliatrice sguainata che lo puntava, lui povero antieroe con il pallino delle citazioni filmiche.
È giusto che il giovane non venga multato per questo. Il diritto penale da tanti decenni distingue le condizioni oggettive dei fatti da quelle soggettive percepite da chi sta attorno al delinquente. Il diritto penale ha il ruolo di punire chi fa un reato – non di punire chi sembra fare un reato. Diversa la prevenzione di crimini: là la polizia fermare preventivamente un sospetto. Cosa che ha fatto. Ma deve fare attenzione a non spargere insicurezza.
Passiamo ora alla dissimulazione del volto.
Il primo modo per allontanarsi dal liberalismo penale è rinunciare alla sua suddivisione in beni giuridici (p.e. delitti contro la persona, delitti contro le pubbliche comunicazioni, delitti contro il patrimonio, ecc.).
Quale è il bene giuridico difeso dalla Legge sulla dissimulazione del volto? In realtà quel bene giuridico non c’è. Basta aprire le leggi (LOrp e LDissim) per rendersene conto. A meno che non si voglia proteggere la gente dall’abuso di superpoteri filmici, o dal pubblico confondimento perché sembra l’uomo ragno, ma non è l’uomo ragno.
Tra ironia e serietà, bisogna infatti ricordare (ogni volta, diamine) che il bene giuridico violato dal Deadpool mascherato di sicuro non era il “non farsi riconoscere dalla gente in giro”. Se quello fosse veramente il problema, allora bisognerebbe punire tutte quelle star che per non farsi riconoscere in giro si mettono un cappellino, occhiali grandi e un bello sciarpone.
Il problema è il chilling effect
Bisogna fare attenzione a giocare con il diritto penale. Due anni fa (era il 5 maggio 2016) con Martino Colombo abbiamo inoltrato un ricorso (leggi qui) contro la Legge sulla dissimulazione del volto, ancora inevaso dal TF. Abbiamo sostenuto in particolare che la legge, senza che difendesse un bene giuridico chiaro, esponeva i cittadini al cosiddetto chilling effect: permettendo di punire chi va in giro da solo con su una maschera di un politico (ad esempio Gobbi) risultava liberticida per la libera espressione di idee politiche.
Vedendo come è intervenuta la polizia sul Deadpool, non è infatti impossibile pensare che uno abbia paura a mascherarsi per personificare un politico potente.
Ora siamo di fronte ad un caso imbarazzante: il Cosplayer è stato (a dire de La Regione) denunciato per dissimulazione del volto. Probabilmente il giovane vorrà lasciarsi il caso alle spalle. Ma se cercasse un buon avvocato (o avvocatessa), potrebbe tranquillamente fare ricorso, andare fino a Losanna e far annullare sia la multa, sia la legge, siccome essa è evidentemente sproporzionata e inidonea alla tutela di beni giuridici pubblici.
Voi vi lamenterete, ma please non dite che la cosa non era chiara come il sole fin dall’inizio.

Filippo Contarini