Niccolò Salvioni: "cannabis light, un problema per l'ordine e la salute pubblica"

Niccolò Salvioni: "cannabis light, un problema per l'ordine e la salute pubblica"

Ottobre 05, 2017 - 06:40
Posted in:

Anche a Locarno tiene banco la discussione sulla cannabis light. Recentemente il Municipio ha comunicato che non intende emanare una specifica ordinanza comunale, rifacendosi alla normativa cantonale e giudicando caso per caso le richieste di autorizzazione per la vendita. A far discutere era stata però in particolar modo la proposta del capodicastero Sicurezza Niccolò Salvioni, che auspicava che il consumo di cannabis light fosse vietato, oltre che a dipendenti pubblici, agenti di polizia in particolar modo, anche ai membri del Consiglio comunale. Abbiamo chiesto a Salvioni se rimane della sua idea...

Niccolò Salvioni, Locarno ha deciso che non avrà un'ordinanza sulla vendita di cannabis light. Lo scorso mese tuttavia era emersa l'intenzione del Municipio di regolamentare l'uso di questa sostanza per i dipendenti comunali, in particolar modo per gli agenti di polizia, e pure per i consiglieri comunali. Il Municipio sta ancora lavorando in questa direzione?
Per quanto riguarda la polizia è già vigente il divieto, mentre per gli altri funzionari non abbiamo ancora emanato delle disposizioni. Quella riguardante i consiglieri comunali era più che altro una mia provocazione, per rendere attenti sulla pericolosità del prodotto.
 
Ma lei ritiene opportuna una simile norma, valida solo per coloro che siedono in Consiglio comunale?
Per l'immagine dell'Ente pubblico trovo non sia molto edificante che si faccia uso di sostanze stupefacenti, anche se in proporzioni molto piccole, e anche se l'Ufficio federale della salute pubblica non la ritene una sostanza stupefacente.
 
E per chi non ricopre una carica pubblica?
Sebbene l'Ufficio federale della sanità non lo ritenga uno stupefacente, la cannabis light contiene comunque una sostanza stupefacente, vale a dire il thc. Inoltre il cannabidiolo è presente in quantità notevole nella cannabis light. È una sostanza che ha degli effetti calmanti e ciò può essere pericoloso in determinate situazioni. Come scritto dallo stesso UFSP, gli effetti sull'organismo non si conoscono ancora esattamente. Fino a che questi effetti non si conosceranno, è doveroso impedirne la diffusione fra la popolazione, per motivi di salute pubblica e di ordine pubblico. Per questo vogliamo limitare la vendita della cannabis light sul nostro suolo. Inoltre vogliamo evitare che si generi un turismo della canapa light dalla vicina Italia.
Va anche detto che la cannabis light crea degli enormi problemi operativi alla polizia, che non riesce più a distinguere quando si trova confrontata con della cannabis "light" o meno. Ciò è anche demotivante dal punto di vista della lotta al consumo e al commercio di stupefacenti. 

 

La legalizzazione della cannabis, indipendentemente dal thc, non risolverebbe alla radice questo problema?

Se la cannabis fosse liberalizzata non ci sarebbe più la necessità di distinguere fra quella con più o meno dell 0,1% di thc. Il problema dal punto di vista della sicurezza e della sanità pubblica sarebbe però enorme. Molto spesso capita che i più grossi problemi di ordine pubblico derivino, purtroppo, da persone che hanno consumato miscele di stupefacenti. Queste persone hanno la libertà di fare uso di stupefacente, ma ne abusano. A Locarno il Municipio ha valutato che dispone del margine di manovra per impedire la vendita di stupefacenti su larga scala. Ogni Comune naturalmente è libero di fare come ritiene opportuno.
 
Perché dunque non emettere un'ordinanza?
Avrebbe ristretto eccessivamente la nostra facoltà di giudizio. Stabilire come regola fissa che, ad esempio, a 300 metri da una scuola non si può vendere canapa light, può non essere efficace. Un punto di vendita potrebbe essere aperto a più di 300 metri dalla scuola, ma situato in una zona in cui transitano gli studenti che vanno a scuola.
Sebbene i minori sulla base dell'ordinanza cantonale non dovrebbero poter comprare questi prodotti, vogliamo comunque evitare ogni rischio. 

Dunque esamineremo caso per caso ogni singola domanda di autorizzazione per la vendita. Se le premesse non sono date il Municipio non darà l'autorizzazione. Colui che ha fatto la domanda sarà poi libero di impugnare la nostra decisione e un giudice dirà se è corretta o meno. 

 

 

Nel suo partito le posizioni su questo tema sono fortemente divergenti. Abbiamo da un lato un granconsigliere come Giorgio Galusero, strenuo difensore della linea "proibizionista", e altri deputati come Fabio Käppeli, che sono per la legalizzazione della cannabis (per non citare il neo eletto consigliere federale Ignazio Cassis, che si è dichiarato a favore anche della legalizzazione della cocaina). Nel Plr non è giunta l'ora di aprire una discussione, e trarre una linea univoca?

Per fortuna ci sono queste differenze di veduta, che arricchiscono il dibattito.