Nina Pusterla: "basta crediti incondizionati all'aeroporto"

Nina Pusterla: "basta crediti incondizionati all'aeroporto"

Maggio 14, 2018 - 20:50
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Pubblichiamo l'intervento della consigliera comunale Ps di Lugano Nina Pusterla, membro della commissione della Gestione, inerente il messaggio relativo agli hangar di Lugano Airport all'ordine del giorno questa sera in Consiglio Comunale.
 
Onorevole Signor Presidente,
Onorevoli Signore e Signori Consiglieri Comunali,
Onorevoli Municipali,
Cari cittadini,
Ospiti dei media

Intervengo come membro PS in Gestione per contestualizzare il voto del Gruppo PS sul rapporto al MMN 9610, licenziato all’inizio del 2017 e ai voti questa sera nella versione splittata.

Cominciamo con l’affermare che il Gruppo PS approva lo splitting del MMN 9610, che prevede da una parte IL credito di fr. 6'102'900.-- per l’edificazione degli hangar e per la sistemazione del parcheggio P2 (oggetto dell’odierna votazione),  dall’altra il credito di investimento del MMN 9610 corrispondente a fr. 14'000'000.-- per l’acquisizione dei sedimi (oggetto di prossima discussione).

Senza splitting i tempi di evasione del MM sarebbero stati biblici, non di soli 13 mesi. Un lasso di tempo invero assolutamente necessario, poiché in questo lasso di tempo –attorno a questo oggetto- ne sono successe di tutti i colori. Vi risparmio l’elenco degli accadimenti che occupa non meno di 5 pagine (20% del totale) del rapporto della Commissione della gestione, ma sottolineo come tali eventi giustifichino a pieno titolo le modalità e le tempistiche adottati dalla Commissione.
Non si può infatti non indagare a fondo quando si è confrontati con scenari dove si accavallano e scontrano espressioni come “soppressione di voli”, “problemi con le risorse umane presso LASA (leggi malessere del personale per scarso dialogo con la direzione)”, “cancellazione di 122 voli Swiss”, “dimissioni del direttore e di 3 membri del CdA”, “cambi di proprietà, moratoria, fallimento di Darwin”, “circonvallazione ingombrante”, “assenza di piani strategici”, “deposito dei bilanci da parte di LASA”, “postergazione”, “ricapitalizzazione”, e via dicendo, fino ad arrivare al “silenzio assordante del Governo cantonale” (in particolare dell’On. Zali).  

Queste sono criticità che non sono passate inosservate all’interno del Gruppo PS, ma nemmeno -ne siamo certi- agli occhi del cittadino mediamente impegnato o mediamente interessato alla politica. Sono criticità che segnalano drammatici screzi interni a LASA, come pure denotano segnali di scarsa coesione di intenti e di presenza di incontrollate forze centrifughe rispetto alla necessaria conciliazione dei legittimi interessi dei diversi operatori, pubblici e privati, attivi sullo scalo.

Il rapporto della Commissione della gestione rende conto di tutte queste criticità, ed espone una serie di valutazioni estremamente critiche e lucide sulla situazione, rispetto alle quali vale la pena di fare il punto.
Da un lato si concorda che i benefici economici derivanti dalle attività correlate all’esercizio aeroportuale che si svolgono sulle ventiquattro parcelle fondiarie appartenenti a non meno di una decina di persone giuridiche e/o fisiche non apportano alcun beneficio al conto economico di LASA. Questo è un chiaro impedimento al potenziale dell’aeroporto di Lugano e spiega il precario stato finanziario di LASA. Da diversi anni, Lugano inietta infatti annualmente un contributo o a copertura del deficit o come esenzione dell’affitto che LASA dovrebbe pagare alla Città. Se si considera la prospettata perdita di fr. 2.0 mio per il 2018, si può dedurre che LASA, avrà assorbito –nella sua ancorché breve vita- finanziamenti per un totale di fr. 14.7 mio, a carico perlopiù dei soli cittadini luganesi. Su 13 anni il costo a carico della Città è stato di fr. 1.1 mio all’anno. È quindi fuorviante –come dice il rapporto della gestione- continuare a credere in una LASA finanziariamente in grado di operare senza un fattivo contributo pubblico – privato, tanto più se si ricorda che, in aggiunta a questo finanziamento strutturale, la Città ha investito negli ultimi due decenni altri 34 milioni di franchi nell’aeroporto.

Dall’altro lato, il MMN 9610 è costruito sulle sabbie mobili di un obsoleto studio della Price Waterhouse Coopers SA, base per il piano industriale di sviluppo di LASA, i cui scenari iniziali sono stati purtroppo e di fatto ridicolizzati dagli eventi.
Ci limitiamo a citare lo scenario prospettato riguardante i movimenti e il numero di passeggeri prospettati: i passeggeri dovrebbero raggiungere nel 2026 le 375'000 unità (+119% rispetto a oggi), grazie in particolare a nuove linee su Roma, Düsseldorf, Parigi, Londra, Monaco, Vienna, Corsica. Il piccolo problema è che il Municipio stesso non ci crede, dicendosi consapevole della difficoltà di garantire le nuove rotte nei tempi previsti dal “Business Plan” di LASA, e ripiegando verso uno scenario più “conservativo”: aumento dell’1,8% annuo dei passeggeri attuali, più quelli di una nuova linea su Roma e sulla Corsica.
In fatto di rotte e rotazioni, si deve ammettere che la celebre linea su Ginevra è un vero paradosso. Rotta molto utile per chi si sposta fra la Romandia e il Ticino, quando è redditizia (forse) per le compagnie non lo è per l’aeroporto, e viceversa. Quando le tariffe sono alte e coprono i costi, infatti, i passeggeri e i movimenti (cioè le partenze e gli atterraggi) sono pochi e per LASA sono guai, perché essa guadagna con le tasse d’imbarco dei passeggeri e quelle d’atterraggio degli aerei. Al contrario, quando la concorrenza abbatte i prezzi, le compagnie vanno in perdita, ma non LASA, che incassa grazie all’aumento di passeggeri e di movimenti. Nel 2014 solo Darwin volava su Ginevra: 1'400 movimenti e 32'000 passeggeri. Nel 2015 e 16 anche Swiss ha volato su Ginevra: 2'400 movimenti in entrambi gli anni, 53'600 e poi 71'200 passeggeri. Nel 2017 Swiss ha rinunciato alla rotta, Darwin ha quindi potuto aumentare le tariffe e coprire i costi, ma il crollo dei passeggeri (nei primi 9 mesi) è stato addirittura del 49%!
Qualcuno riprenderà la linea? Può darsi, ma se movimenti e passeggeri non risaliranno, LASA rimarrà nelle cifre rosse come lo è stata dal 2006 al 2014 e come sarà nel 2017 e 2018. Siamo quindi del parere che non bisogna fare alcun passo senza la certezza di avere prima la rotta su Ginevra. A meno di chiedersi, ma questa è un’altra riflessione, se non sia più opportuno cambiare paradigma e sostenere che il futuro di LASA è legato ad una ricorrente iniezione di fondi pubblici magari in virtù del servizio complementare che rappresenterebbe nella rete dei trasporti regionale, cantonale e nazionale. Fosse questo principio condiviso, l’obiettivo sarebbe quello di chiamare alla cassa non solo la città di Lugano ma idealmente l’ente pubblico in generale, iniziando dal Cantone.
In questo scenario appare molto superficiale, se non ridicolo dal punto di vista del corretto uso dei soldi pubblici e dilettantesco dal punto di vista economico-aziendale, giustificare la costruzione di due hangar con le prospettate maggiori entrate, visto che quei franchi non cambierebbero di una virgola la critica e precaria situazione generale. Un cerotto per tamponare una falla, un trattamento “exit” per una malattia incurabile.
Ciononostante, si riconosce a Lugano un ruolo importante a livello cantonale dal punto di vista economico e finanziario. Questo perché la Città è –pur considerando le vicissitudini economiche recenti- ancora in grado di offrire servizi e strutture di livello che siano determinanti per l’economia, la socialità, la cultura e i commerci; tali offerte –lo ribadiamo- non si fermano tuttavia ai confini politici dell’urbe. Condividiamo dunque il parere della Commissione della Gestione che attribuisce allo scalo aeroportuale di Lugano-Agno una valenza cantonale e nazionale, ben oltre il limite comunale. Una situazione che a mente del Gruppo PS deve comportare un chiaro, maggiore concreto impegno da parte di tutta la comunità cantonale a favore del rilancio di Agno. Incomprensibili quindi le motivazioni addotte dall’esecutivo cantonale, che in un suo recente messaggio afferma che “la valenza cantonale di Lugano/Agno – leggasi aeroporto – non può essere semplicemente messa in relazione con la messa a disposizione di risorse finanziarie da parte dell’Autorità cantonale. Andare oltre l’attuale impostazione, decisa dal Parlamento cantonale, significherebbe modificare radicalmente l’attuale ripartizione di compiti tra Cantone e Città”. Mal si comprende in particolare la mancata concessione di aiuti concreti ad una struttura riconosciuta come importante a livello cantonale (sotto tanti punti di vista) rispetto p.es. al generoso sostegno a fondo perso, malcelato dietro le foglie di fico della sicurezza dell’utente, ai diversi impianti di risalita invernali.
Al tavolo degli enti pubblici di riferimento manca quindi soprattutto –lo ripetiamo- il Cantone e, in sua rappresentanza, il Consiglio di Stato e con sua delega il Direttore del competente Dipartimento, On. Zali. Nessun forte, chiaro oltre che materiale messaggio politico da parte cantonale è finora giunto. Il Consiglio di Stato si è sempre defilato nel sostenere fattivamente lo scalo aeroportuale.
È proprio la valutazione di questo aspetto che ha fatto imboccare una via diversa al Gruppo PS, allontanandolo dagli auspici che la commissione della gestione ha formulato in merito ad un raggiungimento di un consenso fra tutte le forze politiche.
Il Gruppo PS, tramite i suoi commissari in Gestione, ha fin dall’inizio vincolato la sua accettazione del credito alla fattiva disponibilità del Governo cantonale a sostenere e partecipare al rilancio dello scalo aeroportuale. Il Gruppo PS ha apprezzato l’inserimento da parte della Commissione di uno specifico dispositivo volto a consentire l’attivazione del presente credito a fronte della ricezione da parte del Municipio di una chiara lettera di intenti del Consiglio di Stato riguardante la volontà del Governo cantonale a sostenere fattivamente (nella modalità tutta da definire, concordare e ritenuta più opportuna) l’attività di Lugano Airport SA. Tuttavia il parere giuridico chiesto e ricevuto in merito, con il quale si sentenzia che il citato dispositivo non ha alcun valore e deve essere interpretato come un semplice auspicio, ancorché di certa valenza politica, vanifica di fatto l’iniziativa.
Il Gruppo PS, proprio perché ha in questo senso ricevuto un mandato dal proprio elettorato, non è più disposto a concedere incondizionatamente crediti per il finanziamento dell’aeroporto, soprattutto perché tali crediti sono per altro possibili solo con il sacrificio indistinto di tutti i cittadini di Lugano, anche di quelli che –vivendo in condizioni modeste e al limite della povertà- proprio in questo momento hanno preoccupazioni ben maggiori.  
Sugli altri elementi in discussione rimandiamo al pregevole rapporto del collega Unternährer.