"No ai tagli nella ricerca agronomica!"

"No ai tagli nella ricerca agronomica!"

Marzo 18, 2018 - 20:36
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Pubblichiamo il seguente comunicato dell'Unione dei contadini ticinese.
 
Piano d’azione dei prodotti fitosanitari, strategia e piano d’azione biodiversità, strategia nazionale contro le resistenze agli antibiotici - sono solo alcuni esempi delle sfide attuali dell’agricoltura svizzera. Per cercare di affrontarle efficacemente, serve una ricerca mirata e innovativa, basata sulla pratica agricola, non di certo una riduzione e dei tagli ai finanziamenti. In tutti i settori agricoli ci sono numerose domande ancora irrisolte, tanto nella ricerca per determinarne le cause, quanto nello sviluppo di soluzioni efficaci. In questo difficile contesto, il Consiglio federale, per l’ennesima volta senza consultare le parti in causa, vuole ristrutturare il Centro di competenza federale per la ricerca agricola svizzera Agroscope, proponendo dei tagli e la contemporanea riduzione del budget di ben 1/5. I posti di lavoro toccati da questa decisione potrebbero essere fino a 600. L’Unione Svizzera dei Contadini (USC) è sbalordita, sia per le intenzioni, che per la maniera poco professionale di agire del Governo, che vorrebbe attuare il terzo processo di ristrutturazione in poco tempo. Non molti anni fa i quadri dirigenziali di Agroscope erano stati licenziati e i posti riattribuiti, chi era intenzionato a rimanere doveva postulare. Molti quadri non hanno accettato la situazione e, pieni di frustrazione, hanno cercato lavoro altrove. Di conseguenza, la perdita di conoscenze specifiche nella ricerca agronomica è stata ingente. Il modo di procedere del Governo è un affronto nei confronti di tutti gli impiegati di Agroscope, che da anni vivono in condizioni incerte, perdendo preziose energie a spese del lavoro di ricerca. Per questi motivi, l’USC non approva le intenzioni del Governo e sosterrà Agroscope e la ricerca. Senza una ricerca, una consulenza e un’istruzione efficaci, i miglioramenti richiesti nella pratica agricola resteranno infruttuosi e la Svizzera rischia di perdere la sua posizione leader nella produzione sostenibile. I successi della ricerca agronomica svizzera sono numerosi e riconosciuti a livello internazionale. Anche in Ticino Agroscope riveste un’importanza primordiale e già durante la 71ma Camera cantonale dell’agricoltura dell’Unione Contadini Ticinesi (UCT) nel 2016 la Federviti cantonale aveva presentato una risoluzione volta a salvaguardare la ricerca agronomica Svizzera e Ticinese. In Ticino, che grazie anche al clima è un luogo adatto per sviluppare degli studi specifici, le innovazioni e il supporto scientifico orientato verso la pratica hanno permesso uno sviluppo di un’agricoltura produttiva competitiva vicina al consumatore, multifunzionale, rispettosa dell’ambiente e del paesaggio e quindi a favore del turismo, come previsto dalla Costituzione svizzera. Bisogna salvaguardare la regione linguistica italiana e un centro di ricerca regionale, recentemente rinnovato e che è anche “una porta aperta” verso il sud, con le ricadute che porta su tutto il nostro territorio anche a livello di posti di lavoro. Recentemente i rapporti e la fiducia tra USC e il Consigliere Federale Schneider-Ammann si sono incrinati; non ci sono più limiti nelle decisioni sfavorevoli contro il settore. Questa ennesima proposta, così inattesa e brutale, ci preoccupa e mostra dei segnali poco incoraggianti, che denotano ancora una volta un disimpegno della Confederazione verso l’agricoltura, già profondamente toccata da altri grossi problemi. L’USC cercherà di fare tutto il possibile per difendere i posti di lavoro e bloccare i tagli previsti, tuttavia alla luce di quanto sta succedendo ciò sembra essere un’impresa molto ardua.

Sem Genini, segretario agricolo cantonale UCT e membro di Comitato USC