"Non ci arrendiamo a Via Sicura"

"Non ci arrendiamo a Via Sicura"

Novembre 01, 2017 - 08:20
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Abbiamo intervistato Andrea Censi, coordinatore del FAT - Fronte Automobilisti Ticino, in merito al comunicato del FAT contro alla possibilità per le agenzie di sicurezza private di emettere multe. Su questo tema il FAT ha preannunciato battaglia, ma anche su "Via Sicura" non demordono. 

Andrea Censi, ieri avete diramato un comunicato stampa in cui prendete posizione contro la possibilità (prevista dalla nuova Legge federale sulle multe disciplinari) per gli agenti di sicurezza privati impiegati da una Polizia comunale di emettere multe disciplinari. Avete adottato le stesse posizioni della Vpod e dell'estrema sinistra, che da anni sono contrarie all'impiego di aziende private nei settori statali?

Il Fronte degli automobilisti si occupa di automobilisti. Non ci addentriamo sulle tematiche riguardanti la privatizzazione o il servizio pubblico. Non siamo contrari per principio alla privatizzazione. 

In questo specifico caso, affidando a dei privati l'emissione di multe, temiamo si possa creare un "mercato delle multe". Si crea un interesse per un soggetto nell'emettere le multe. Queste agenzie sarebbero spinte a dare multe, visto che se non lo facessero non avrebbe ragione d'essere il contratto stipulato con l'Ente pubblico. C'è il rischio di avviare una "caccia alle streghe" nei confronti degli automobilisti, per giustificare questi contratti. 

 

 

Voi vi opponete al fatto che vengano date troppe multe per comportamenti che sono comunque sanzionabili. Per evitare di "tartassare" gli automobilisti non sarebbe meglio chiedere che vengano cambiate le leggi e i regolamenti, ovvero che venga ridotto il numero dei comportamenti sanzionabili?

Assolutamente. Il problema è però che molte di queste leggi sono di competenza federale. Su questo livello come FAT non abbiamo molto margine di manovra. Conosciamo la problematica di "Via Sicura". Ci piacerebbe molto poter abolire le leggi che sono state introdotte, e che sono sproporzionate rispetto a qualsiasi altro ramo del diritto. Qui sta alla politica muoversi. 

A livello cantonale ci operiamo dunque affinché l'applicazione di queste leggi non sia eccessivamente penalizzante per l'automobilista. È giusto sanzionare i comportamenti scorretti, ma non si deve arrivare ad uno Stato di polizia. 

 

 

Lei ha citato "Via Sicura". Un'iniziativa popolare che voleva abolire queste norme non è riuscita a raccogliere sufficienti firme, come ha dichiarato al Blick uno degli iniziativisti, il consigliere nazionale Udc Jean-Luc Addor. Sembra che si sia comunque un consenso attorno a delle norme stradali così strette. Ci si deve rassegnare a "Via Sicura" o voi avete delle strategie per opporvi? Se si quali?

Sicuramente non ci arrendiamo a "Via Sicura". In Canton Ticino la raccolta firme è andata bene, come quella relativa all'introduzione dei 140 km/h sull'autostrata e come pure per tante altre tematiche legate agli automobilisti. Nel nostro Cantone il tema è sentito e sicuramente non c'è un consenso su "Via Sicura". Il problema della iniziativa è che non è stata gestita adeguatamente a livello organizzativo, specialmente Oltralpe, dove di firme ne sono state raccolte molto poche. Questo capita quando si lancia un'iniziativa senza sapere a cosa si va incontro. 

In Ticino il risultato è stato però nettamente migliore e il consenso contro "Via Sicura" c'è. Noi come Fronte degli automobilisti sicuramente continueremo a combatterla.

 

 

Dopo l'incidente della scorsa settimana a Grancia, quando un automobilista 74enne è entrato in contromano sull'A2, causando il ferimento suo e quello di un'altra automobilista 32enne, si è aperto il dibattito sui conducenti in età avanzata che si mettono alla guida e sulla loro idoneità. Lo scorso maggio il Consiglio federale ha deciso di spostare il primo controllo medico per gli anziani con patente da 70 a 75 anni, una scelta criticata dalle associazioni dei maestri conducenti. Voi ritenete ci voglia un maggiore controllo sugli anziani al volante?

La scelta del Consiglio federale di posticipare i controlli medici da 70 a 75 anni non mi pare sia stata molto saggia. Ritengo che l'idoneità alla guida debba essere sempre valutata. È fondamentale che gli anziani che circolano sulle strade siano idonei alla guida. Vi sono casi in cui agli anziani viene ritirata la patente perché ad esempio non hanno più una vista idonea. Senza controlli continuerebbero con tutta probabilità a guidare, mettendo in pericolo sé stessi e gli altri utenti della strada. 

 

 

Quali sono le prossime iniziative che avete in programma come FAT?

Il 2018 sarà un anno di consolidamento. Fino ad ora ci siamo battuti per gli interessi degli automobilisti, con i nostri soldi e il nostro tempo. A partire dall'anno prossimo abbiamo intenzione di lanciare una campagna di tesseramento, che seguirà il nostro modo di comunicare schietto e "aggressivo". Stiamo lavorando anche a degli accordi con vari enti. 

 

Quanto costerà la vostra tessera?

Sarà una sorpresa molto positiva. Nello spirito del fronte daremo tanto e chiederemo poco.