Officine: che ne pensa Pedrina?

Officine: che ne pensa Pedrina?

Dicembre 02, 2017 - 16:56

L'Mps ha deciso di chiamare in causa, nella vertenza che vede contrapposte le maestranze delle Officine Ffs di Bellinzona alla direzione delle Ferrovie federali svizzere, il ticinese che ha fatto quest'anno il suo ingresso nel Consiglio d'amministrazione dell'ex regia federale (legi qui). Fabio Pedrina è stato per 12 anni consigliere nazionale per il Ps, fratello di Vasco (già presidente nazionale di Unia e "padre" della fusione sindacale fra Sei e Flmo che diede vita ad Unia), è pure stato presidente dell'Iniziativa delle Alpi, l'associazione che ha partorito l'iniziativa popolare approvata nel 1994 per il trasferimento del traffico merci su ferrovia.
Chissà lui che idea si è fatto dei piani messi in campo dalle FFS per trasferire le Officine via da Bellinzona... L'idea che si sono fatti il leader storico dello sciopero del 2008, Gianni Frizzo, il presidente della Commissione personale delle Officine Ivan Cozzaglio e l'Mps, emergeva chiaramente dalla conferenza dello scorso 15 novembre...

15 novembre 2017
 
Negli ultimi mesi sui media ticinesi si è tornato a parlare di Officine di Bellinzona. Per la precisione, l'argomento che ha fatto scrivere fiumi di parole è quello della futura ubicazione dello stabilimento delle FFS.
Questa sera a Bellinzona alla Scuola Cantonale di Commercio, alla conferenza “Quale futuro per le Officine FFS? Ovvero quando spostamento fa rima con smantellamento” il leader storico dello sciopero delle Officine del 2008, Gianni Frizzo, ha detto chiaramente che il problema non è tanto dove le Officine saranno ubicate, piuttosto quali Officine ci saranno in futuro, ossia che cosa faranno le Officine, quali “contenuti” avranno in futuro.
I numeri che ha snocciolato durante la sua relazione Frizzo parlano chiaro: si passerebbe dalle 455 unità produttive (lavoratori a tempo pieno) del 2013 (momento in cui si è firmata la convenzione con le FFS) a 150/160 unità produttive nel 2026 (che sarebbero 200 tenendo presente il personale che si occupa di manutenzione semplice). La riduzione sarebbe del 68%, facendo perdere più o meno 340 impieghi. Il fabbisogno di ore annue che nella Convenzione erano state garantite dalle FFS è superiore alle 430'000 e dovrebero scendere (stando ai piani delle FFS) già nel 2022/2023 a 280'000.
Questo è il problema per il comitato “Giù le Mani dalle Officine”, non tanto la futura ubicazione, quanto lo “strisciante ridimensionamento”.
Come poi ha ribadito in modo molto chiaro e netto Ivan Cozzaglio, già granconsigliere Ps (2011-2015) ed ex municipale di Biasca, attuale presidente della Commissione personale delle Officine, la cosa che lascia perplessi è che il Cantone sarebbe disposto a investire un centinaio di milioni di franchi per il progetto del Centro di Competenze, quando in realtà qui si sta diminuendo in modo importante il personale e la massa annua di ore lavorate. Cozzaglio ha evidenziato che è un unicum in Svizzera il fatto che un Cantone sia chiamato a fare un così importante investimento per una struttura FFS. Frizzo e Cozzaglio hanno messo in risalto che le FFS sono interessate a liberare i terreni dove oggi sorgono le Officine, “incassare” i 100 milioni dal Governo del Canton Ticino e come contropartita offrire un'Officina notevolmente "snellita", dove tutta una serie di competenze e know-how sviluppati in questi anni sarebbero persi, come sarebbe persa la manutenzione dei treni merci.
Sembra di capire che la discussione sugli scenari dove ubicare le Officine, se mantenerle nell'attuale sedime o spostarle altrove, sia del tutto secondaria, davanti invece ad uno scenario di un'Officina più che dimezzata in fururo.
Il prossimo appuntamento per discutere del futuro delle Officine sarà a Mendrisio, al Centro Giovani, il 22 novembre, con relatori Gianni Frizzo e l'economista Christian Marazzi.