OKKIO al "sacco bello": sulla tassa causale il Ticino è ancora indietro

OKKIO al "sacco bello": sulla tassa causale il Ticino è ancora indietro

Agosto 22, 2016 - 17:48
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L'associazione OKKIO ha presentato oggi il suo Vademecum sulla tassa causale sui rifiuti. Con la bocciatura della tassa sul sacco luganese e  il messaggio del Dipartimento del territorio  l'associazione ambientalista fa il punto della situazione sulla gestione dei rifiuti nei Comuni ticinesi. Solo 54 i "promossi". 

Si è tenuta questa mattina, presso l'agriturismo La Colombera, la conferenza stampa dei presentazione del Vademecum redatto dall'associazione OKKIO (Osservatorio della gestione ecosostenibile dei rifiuti). Presenti per l'associazione OKKIO i membri del comitato Pietro Vanetti, coordinatore dell'associazione, il segretario e co-coordinatore Daniele Polli e Nello Dell'Ambrogio. Come spiegato spiegato da Polli questo vademecum nasce da due eventi di attualità riguardanti la tematica della gestione dei rifiuti e della tassa causale sul sacco: la bocciatura da parte del Consiglio di Stato della tassa sul sacco introdotta dal Comune di Lugano, il cosiddetto "sacco bello", che non rispetta il principio di causalità, e l'esame in corso da parte della Commissione della Legislazione del Gran Consiglio del messaggio del Dipartimento del Territorio relativo alla tassa sul sacco.
 
Il documento presentato da OKKIO coglie così l'occasione per fare un punto della situazione sull'applicazione del principio di causalità nella gestione dei rifiuti, a quasi vent'anni dall'approvazione da parte del Parlamento svizzero della relativa legge federale, non senza evidenziare come, secondo OKKIO, in Ticino sia necesario ancora fare molta chiarezza sulla tematica. "Si ha l’impressione", esordisce il documento di OKKIO, "che questi ultimi (alcuni politici, ndr), "mentono sapendo di mentire, e con le loro menzogne arrecano danno all’ambiente oltre che penalizzare finanziariamente i rispettivi Comuni e di riflesso i cittadini". Attualmente, è stato spiegato durante la conferenza, solo 54 Comuni ticinesi su 135 hanno applicato una tassa in linea con gli obbiettivi della suddetta Legge federale sulla protezione dell'Ambiente, ovvero la minor produzione di rifiuti possibile e il diritto per i cittadini di pagare solo il quantitativo di rifiuti prodotto.
 
Il documento esordisce con una rassegna delle affermazioni a detta dell'associazione errate in merito alla tassa causale sul sacco, dalla sua antisocialità (la tassa, ha spiegato Vanetti, non vuole essere sociale, ma proporzionale all'utilizzo fatto di prestazioni dell'amministrazione pubblica, esattamente come per l'acqua e l'elettricità), al presunto "turismo del sacco" che la sua introduzione genererebbe (OKKIO quantifica come rilevante una quota del 5% di "turismo del sacco" sul totale dei rifiuti, una percentuale la cui esistenza OKKIO sfida chiunque a dimostrare).
 
Viceversa a trarre vantaggio dalla tassa causale sul sacco sarebbero l'ambiente, con una diminuzione nei Comuni dove la tassa è stata introdotta "di oltre il 40% degli RSU (rifiuti solidi urbani)", le casse comunali, che in conseguenza della minor massa di rifiuti non riciclabili vedono diminuire il costo del loro smaltimento,  e le tasche dei cittadini, che traggono vantaggio sia dalla diminuzione dei costi di smaltimento (per legge i Comuni non possono incassare più tasse di quanto spendono effettivamente per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti), sia dalla minore quantità di rifiuti bruciati e il conseguente miglioramento della qualità dell'aria. Una tassa dunque, secondo le parole di Vanetti, "win-win-win".