OL: l'UE tratterà?

OL: l'UE tratterà?

Febbraio 03, 2018 - 10:08
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Merlini e Giudici a confronto sulla libera circolazione: senza di essa gli accordi bilaterali saltano?

Con l'iniziatva appena lanciata dall'Udc per "Un'immigrazione moderata" la libera circolazione e in generale gli accordi bilaterali con l'Ue tornano di stretta attualità (semmai ne fossero mai usciti). Mentre il consigliere federale Plr Ignazio Cassis nella sua veste di ministro degli esteri si occupa in prima persona del dossier, nell'edizione di ieri di Opinione liberale (OL), il settimanale del Plrt, sono ospitati due pareri sul tema, uno del consigliere nazionale Plr Giovanni Merlini ("La vià bilaterale è l'unica alternativa all'adesione") e l'altro del granconsigliere Plr Andrea Giudici ("L’UE sarà costretta a rinegoziare!").
Il consigliere nazionale Giovanni Merlini, critica l'iniziativa democentrista che vuole cancellare la libera circolazione delle persone con l'Ue, con la cui fine "risulterebbe incerto il destino dell’intera impalcatura degli accordi bilaterali (non solo i Bilaterali I ma anche Schengen e Dublino)". Ma ciò, scrive Merlini, non sembra impensierire l'Udc: "Quando c’è da vendemmiare col facile consenso, le responsabilità di governo possono attendere", commenta ironicamente. Per il parlamentare federale l'unico merito dell'inizitiva è quello della chiarezza: " Se fosse accolta, il Consiglio federale avrà un anno di tempo per denunciare l’ALC. Punto e a capo". Ciò avrebbe però per Merlini conseguenze "incalcolabili". "In tempi di Brexit", scrive nella sua analisi il consigliere nazionale Merlini, "le inevitabili ritorsioni nei confronti del nostro Paese non si farebbero attendere, a cominciare da quelle che fanno più male: revoca dell’accesso agli appalti pubblici nei (28-1) Stati dell’Unione, reintroduzione degli obblighi di conformità tecnica ed omologa- zione dei prodotti svizzeri in ogni singolo Stato UE, esclusione dall’accordo sui mercati elettrici e reintroduzione dei dazi agricoli". Inoltre "l’associazione della Svizzera ai programmi di ricerca Horizon 2020, con le sue ricadute miliardarie (dirette e indirette), diverrebbe un piacevole ricordo". Dulcis in fundo "l’accesso al mercato di mezzo miliardo di consumatori attorno a noi si trasformerebbe nel giro di pochi anni in un farraginoso percorso ad ostacoli".
A vedere meno problematica un eventuale disdetta della libera circolazione è invece il granconsigliere Andrea Giudici. Per il deputato "ad eccezione del riconoscimento europeo dei prodotti, che è forse l’unico bilaterale 1 vantaggioso per la Svizzera, gli altri accordi non sono per noi di grande vantaggio. Lo sono invece per l’UE". Ad esempio "l’accordo sugli appalti pubblici è applicato in modo unidirezionale: quali e quante imprese ticinesi sono state aggiudicatarie di appalti pubblici in Italia? È ben vero il contrario (tunnel del Monte Ceneri)". Dunque secondo Giudici l'Ue non applicherà nessuna clausola-ghigliottina e "sarà costretta a rimettersi al tavolo negoziale".