OL: in Svizzera un'Olimpiade sostenibile

OL: in Svizzera un'Olimpiade sostenibile

Febbraio 02, 2018 - 16:18
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Il settimanale del Plr Opinione liberale ospita un commento del responsabile della comunicazione Massimo Schira su Sion 2026.

 
 Le olimpiadi invernali ritorneranno in Svizzera. Con la candidatura di Sion 2026 più di tre quarti di secolo i giochi olimpici invernali potrebbero tornare sulle Alpi elvetiche (era il 1948 qunado Sankt Moritz ospitava le Olimpiadi invernali). Oggi su Opinione Liberale (OL), settimanale del Plrt, un articolo del responsabile della comunicazione Plr Massimo Schira afferma la bontà del progetto di portare l'edizione 2026 dei giochi olimpici invernali nella località vallesana, dopo che nel 2002 e nel 2006 Sion aveva già dovuto cedere il passo a Salt Lake City e Torino.
"Le lacrime di gioia di Dominique Gisin sul gradino più alto del podio della discesa libera olimpica di Sochi sono l’immagine che, più di altre, è rimasta impressa nella mente dei tifosi rossocrociati quando ripensano ai Giochi di quattro anni fa", scrive Schira. "Fu quel pianto liberatorio, culmine di una carriera punteggiata da tanta sfortuna e troppi infortuni, a far accendere la scintilla per un’edizione della rassegna a cinque cerchi no a quel momento “sentita” in modo piuttosto tiepido dagli appassionati". Dopo Sochi ora tocca Pyeonchang, poi nel 2022 a Pechino e chissà, scrive Schira, che poi "il vento olimpico potrebbe presto anche cambiare. Abbandonando, forse, la strada del gigantismo a tutti i costi per imboccare quella di una maggiore sostenibilità".
"Un’idea", argomenta Schira, "quella di riportare le Olimpiadi invernali nella Confederazione, che viene spesso osteggiata attraverso banali cliché – ad esempio quello dei costi –, quando invece ospitare i Giochi sarebbe per il Paese uno straordinario volano. Turistico ed economico".
"Probabilmente riuscire ad organizzare un’edizione veramente a basso costo rimarrà un’utopia", si legge, "ma il progetto elvetico rappresenta un approccio pragmatico al tema, senza costruzione di cattedrali nel deserto e molto attento all’impatto ambientale".