Ovazione per Doris Leuthard... e "anche Filippo è contento"

Ovazione per Doris Leuthard... e "anche Filippo è contento"

Febbraio 01, 2018 - 20:45
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Questa sera al Palazzo dei Congressi è arrivata la consigliera federale Doris Leuthard a difendere il canone radio-televisivo. A dibattere in seguito sono stati, per i fautori di “No Billag”, il granconsigliere Paolo Pamini e il giornalista Matteo Cheda, e i senatori Filippo Lombardi e Fabio Abate per i contrari.

Mancano poco più di trenta giorni alla votazione del 4 marzo 2018, che, in un modo o nell’altro, determinerà il futuro del panorama mediatico elvetico. Questa sera a Lugano, a lanciare il rush finale per la campagna di votazione, è arrivata la consigliera federale a capo del Datec (Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni) Doris Leuthard, accolta da scroscianti applausi al Palazzo dei Congressi.
Giunta a termine dell’Assemblea della Corsi (Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana), la ministra dopo i saluti di rito è stata intervistata dal direttore del Corriere del Ticino Fabio Pontiggia. Sollecitata dalle domande, Doris Leuthard ha ribadito l’importanza del canone radiotelevisivo per la salvaguardia dei posti di lavoro ad essi collegati, diretti e indiretti, e della ricchezza culturale della Svizzera e le sue risposte hanno suscitato grande consenso nella sala (che, ovviamente, era in larghissima parte schierata per il no all’iniziativa).
Entrando nello specifico della realtà svizzera italiana, la ministra ha risposto anche ad alcuni dubbi riguardanti il post iniziativa, anche se dovesse essere bocciata: la chiave di riparto fra le varie regioni (ovvero se la radio tv romanda e svizzera italiana continueranno a ricevere più di quanto versano le rispettive regioni) sarà mantenuta? “Penso di sì”, ha detto la consigliera federale. “È un importante elemento di solidarietà. Senza questa solidarietà la Svizzera perderebbe la sua ricchezza culturale”. Come già previsto nella legge appena approvata dalle Camere federale inoltre anche la quota di cannone per le emittenti private verrà aumentata al 6%. Così “anche Filippo è contento”, è stata la battuta conclusiva della consigliera federale rivolta al senatore Lombardi, che siede anche nel Cda di Teleticino (emittente parzialmente sussidiata da canone).
Il dibattito che è seguito ha visto intervenire a favore dei fautori dell’iniziativa il gran consigliere de La Destra Paolo Pamini e il giornalista Matteo Cheda, mentre per i contrari i consiglieri agli Stati Per Fabio Abate e il Ppd Filippo Lombardi. Il lungo dibattito ha visto i fautori dell’iniziativa piuttosto contestati dalla sala nelle loro tesi, che vertevano sulla difesa della libera concorrenza nell'ambito dei media, come pure sulle nuove opportunità sorte con l'arrivo delle nuove tecnologie sul piano mediatico e sulla libertà per i consumatori di pagare per il servizio che più ritengono opportuno.Tesi fermamente respinte oltre che dalla sala dai relatori contrari all'iniziativa, che si sono detti convinti che l'approvazione dell'iniziativa determinerà la fine del servizio pubblico, dato che, nessun emittente privata in assenza di un sussidio potrà compensare l'attuale offerta.