Paolo Meneguzzi: "Lo Stato sociale avrà un grandissimo successo" (Prima parte)

Paolo Meneguzzi: "Lo Stato sociale avrà un grandissimo successo" (Prima parte)

Febbraio 10, 2018 - 22:40
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A due ore dall'inizio dell'ultima sera della sessantottesima edizione del Festival di Sanremo, abbiamo voluto chiedere l'opinione di questa edizione ad un'artista ticinese, che per ben cinque volte è stato sul palco dell'Ariston, Paolo Meneguzzi. L'artista mendrisiense ha parlato con noi delle novità presenti in Sanremo 2018: la direzione artistica affidata ad un cantautore come Claudio Baglioni all'eliminazione delle classifiche e delle eliminatorie. Ecco la prima parte di questa intervista.

Paolo Meneguzzi, tu sei stato l’unico artista ticinese ad aver calcato la scena dell’Ariston. Sei stato presente nel 2001 (nella sezione Nuove Proposte), nel 2004, nel 2005, nel 2007 e nel 2008 (tutte e quattro nella sezione big). Come vive un artista la tensione, lo stress e la grande attenzione, sia da parte dei media che dei telespettatori, che inevitabilmente genera un evento che è seguito da diversi milioni di italiani?
Ora c'è anche Leonardo Monteiro, di Chiasso, che figura nella selezione Nuove Proposte dedicata ai giovani nell’edizione di quest’anno. Spendo qualche parola per lui visto che ha vissuto l’esperienza, che anch’io ho vissuto, di cantare per primo. Ricordo che quando si è dietro le quinte del palco c'è una grande tensione. Io non vi partecipo più da qualche anno, e immagino che la tecnica si sia evoluta nel frattempo, ma con un cast così grande, con tutta l’orchestra sul palco, non sai se sentirai la tua voce o meno, se sentirai la musica nelle casse o negli auricolari. Si è anche consapevoli che ci si gioca il proprio percorso futuro. L’emozione è enorme anche per questo. Il Festival di Sanremo è un punto di partenza, non un punto d’arrivo, anche se ci si va più volte.
 
Quest'anno è stato deciso di abolire l'eliminazione e la classifica vera e propria. Secondo te questo aiuta gli artisti a vivere con maggiore serenità l'esperienza sanremese?
Premetto che non sto seguendo integralmente il Festival di Sanremo e alcune dinamiche potrei essermele perse. Però sicuramente è la dimostrazione che l'eliminazione, introdotta per aumentare gli ascolti, per mantenere alta la suspense e tenere le persone incollate ai teleschermi, in realtà non serviva a niente. Togliendo l'eliminazione questo Festival sta facendo degli indici d'ascolto da record, vuol dire che è su altro che si deve puntare. Non contano tanto i meccanismi, ma la qualità, le belle canzoni, e il carisma degli artisti invitati. Io è da una vita che lo dico: un direttore artistico conoscitore di musica è il massimo, quello che ci vorrebbe in ogni manifestazione canora.
 
Infatti quest'anno per la prima volta c'è Claudio Baglioni quale direttore artistico. Un cantautore che è stato per molti anni sulla cresta dell'onda ("Piccolo grande amore" è un evergreen indiscusso e "La vita è adesso" è stato uno degli album che ha venduto maggiormente in Italia), con un successo che prosegue tuttora con le sue tournée. Un direttore artistico che proviene dal mondo della musica può essere più attento alle esigenze degli artisti? Ma non può essere anche un limite, magari favorendo indirettamente e inconsapevolmente qualche artista con cui ha collaborato?
Credo che stia all'intelligenza degli artisti stessi capire le dinamiche di un certo percorso e di un certo Festival.
Sicuramente Claudio Baglioni conosce molto bene le sensibilità degli artisti. Probabilmente è anche per evitare frustrazioni che ha tolto l'eliminazione. Bisogna ricordare che nel momento in cui si arriva al Festival di Sanremo si è già vissuta una parte importante di frustrazione, che passa dai pezzi da comporre, dalle prove, dalla responsabilità che ci si porta su quel palco. Se poi bisogna anche affrontare un'eliminazione, alcuni potrebbero demoralizzarsi. Per l'arte e per la libertà di espressione questo è devastante.
 
C'è qualche canzone che ti ha colpito positivamente?
Come già detto non sto seguendo il Festival in modo completo. Guardo soprattutto le trasmissioni alla mattina, quando ho più tempo a disposizione, e su questo mi baso per farmi un'idea di questa edizione. È molto simpatica la canzone de Lo Stato sociale e avrà secondo me un grandissimo successo. Diventerà sicuramente un "tormentone". Confesso che non conoscevo questo gruppo. È la dimostrazione di come un buon direttore artistico sappia tirar fuori la chicca da dove non ce lo si aspetta. La vera rivoluzione e rivelazione che porterà questo Festival credo sia proprio questa.
 
Secondo te in questa edizione il Festival si è aperto anche musicalmente? Dalla rassegna che negli anni '80 e '90 era prevalentemente incentrata sulla musica melodica, questo Festival è più inclusivo di altri generi, dall'elettropop, alla musica in dialetto romanesco, a quella d'autore, e magari in futuro il rap (per quest'edizione Baglioni ha dicharato che espoenti di questo genere musicale disponibili ad arrivare a Sanremo, nonostante fosse sua intenzione, non ne ha trovati)?
Direi che era ora. L'onda del rap (anche se i modi per definire questa scena musicale variano molto) è rimansta effettivamente un po' ai margini. Per tutto il resto però è stata fatta un'evoluzione pazzesca. Quest'anno non si sentono le cose già fatte. L'innovazione della musica italiana che ho sentito è molto bella e fresca.