Perché Arancia meccanica è un classico

Perché Arancia meccanica è un classico

Agosto 10, 2018 - 14:00

Locarno Festival. Concorso internazionale 2018. Wintermärchen è un film che prende le mosse da un’indagine sull’organizzazione terroristica tedesca NSU (Nationalsozialistischer Untergrund) conosciuta per avere commesso tra il 2000 e il 2010 una serie di omicidi a sfondo razziale, conosciuti come i delitti del Kebab.

Jan Bonny nel suo Wintermärchen, titolo che si ispira a un poema di Heinrich Heine, vuole mostrarci la molla che scatena tanta violenza. 
 
E così lo spettatore vede che non è una certa indigenza a far montare la rabbia contro gli stranieri: Becky è la classica ragazza di buona famiglia; Tommi è iscritto all’università. Nel contempo non si fa alcun riferimento al benché minimo ideale politico, sociale o economico che costituisca il terreno su cui fondare la lotta, anzi...
 
Ciò che muove i tre personaggi è il famigerato quarto d’ora di celebrità: dopo ogni delitto cercano affannosamente tra le pagine dei giornali e su Internet notizie delle proprie “malefatte” e sorpresa... loro non fanno notizia. Perciò la rabbia sale, l’isteria pure fino a riversarla sul prossimo malcapitato possibilmente non tedesco. 

 
A questo ritratto che possiamo ritenere plausibile anche se un po’ manicheo, di una generazione dominata dalla noia, da una certa resistenza alla fatica per crearsi un posto nel mondo, dal narcisismo sfrenato e dalla totale assenza di un orizzonte culturale (nonostante le possibilità sociali, economiche e gli studi superiori), il regista non aggiunge nulla, né sul piano della storia né su quello del linguaggio, perciò i 125 minuti di proiezione fatti di strilli, scene di sesso e omicidi a casaccio possono facilmente trasformarsi in noia.