Pesticidi al capolinea? Acque pulite o un boomerang per l'agricoltura?

Pesticidi al capolinea? Acque pulite o un boomerang per l'agricoltura?

Luglio 09, 2018 - 16:35
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Pesticidi: il popolo svizzero sarà chiamato a votare su due oggetti che vorrebbero imporre un giro di vite sul loro utilizzo. Tre pareri a confronto sul tema.
 

Pesticidi, verso il bando totale (o quasi)? Il sondaggio pubblicato oggi realizzato da Tamedia indica che il 68% dei cittadini si dichiara favorevole all’iniziativa “Acqua potabile pulita e cibo sano – No alle sovvenzioni per l'impiego di pesticidi e l'uso profilattico di antibiotici”, che chiede che le sovvenzioni per l’agricoltura siano erogate solo agli agricoltori che rinunciano all’utilizzo di pesticidi, mentre il 72% della popolazione è a favore dell’iniziativa "Per una Svizzera senza pesticidi sintetici" (vedi qui). L'Unione dei contadini, come pure il Consiglio federale, si sono schierati contro a queste iniziative, giudicandole  troppo estreme. Il presidente dell'Unione svizzera dei contadini Markus Ritter ha dichiarato che alcuni agricoltori potrebbero rinunciare alle sovvenzioni e continuare comunque a fare uso di pesticidi. Franziska Herren, promotrice dell’iniziativa Acqua potabile pulita e cibo sano, ha dichiarato che “alcuni agricoltori stanno già minacciando che se si dicesse sì all'iniziativa sull'acqua potabile pulita preferirebbero fare a meno delle sovvenzioni e spruzzare ancora più pesticidi”. Affermazioni (quelle sull’aumento dell’utilizzo di pesticidi) che Sem Genini, segretario dell’Unione dei contadini ticinesi, respinge: "Molti settori, come la frutticoltura e la viticoltura, non hanno altra scelta che utilizzare i pesticidi.  Sicuramente però non aumenteranno”, ci dichiara Genini, domandandosi chi siano gli agricoltori citati da Herren.
Sulla scelta fra sovvenzioni e utilizzo dei pesticidi, qualora fosse posta, “l’agricoltore dovrà fare una scelta se costa di più rinunciare alle sovvenzioni o ai pesticidi”, ci dice Genini.
Per i favorevoli all’iniziativa quella dei pesticidi è però ancora una problematica che necessita di misure forti. Nicola Schoenenberger, co-coordiantore dei Verdi Ticino e biologo, spiega come “con la rivoluzione agricola del Dopoguerra l'agricoltura è diventata meccanizzata e hanno fatto la loro comparsa le grandi aziende agrochimiche. Oggi il mercato dei pesticidi è dominato da pochissimi attori a livello mondiale. Molti pesticidi utilizzati in passato si sono rivelati tossici. Sono noti a tutti gli scandali legati all'utilizzo del DDT. Ogni volta che un pesticida veniva dichiarato nocivo per l'ambiente o le persone, l'industria ha risposto con un nuovo prodotto, sostenendo che questo fosse invece rispettoso dell'ambiente e non nocivo. Le promesse non sono mai state mantenute e ogni nuovo prodotto a comportato dei problemi”. Una problematica che ancora oggi, nonostante l’evoluzione dei prodotti sul mercato e i numerosi divieti emessi negli ultimi decenni è presente. “Il glifosato, che è stato lodato come il diserbante che finalmente non crea problemi (uno dei più utilizzati al mondo, ndr), alla fine è stato messo sulla lista dei prodotti potenzialmente cancerogeni dall'Unione europea”, dice Schoeneberger.
Il tema però non lascia però insensibile il mondo degli agricoltori. “Vi sono dei corsi, ora obbligatori, ci sono dei piani d'azione a livello federale per diminuire l'utilizzo di pesticidi e antibiotici”, dichiara Sem Genini. “Come agricoltori stiamo partecipando e stiamo cercando di trovare delle soluzioni. Vi sono degli spazi di manovra. Il divieto però è eccessivo. Per di più è imposto l'utilizzo di foraggio proveniente dalla stessa azienda. Ciò non giova nemmeno all'agricoltura biologica”. Tant’è che anche il Consiglio federale si oppone, fa notare Genini. “Il Consiglio federale ha rigettato l'iniziativa per l'Acqua pulita e cibo sano, rinunciando anche a realizzare un controprogetto. Non sono solo i contadini a contrapporsi all'iniziativa. Anche il Consiglio federale valuta l'iniziativa troppo draconiana e pericolosa per la nostra agricoltura”.
Per gli agricoltori dunque in taluni casi non è possibile rinunciare a questi prodotti.
La pensa diversamente Nicola Schoenenberger. “Si deve arrivare a dei sistemi produttivi che sono più complessi di quanto abbiamo oggi”, ci spiega. “Attualmente si lavora 'contro' la natura per eliminare gli organismi che danneggiano le colture. Con i principi dell'agroecologia si può lavorare con la natura. Esiste la lotta biologica, su cui in Svizzera si fa molta ricerca, ma poca applicazione. Ciò richiede  sicuramente un sapere maggiore. Già oggi però questo sapere esiste, ma non lo applichiamo.” Tanto più che l’utilizzo di pesticidi può facilmente rivelarsi un boomerang per la stessa agricoltura. “Quando è stato introdotto il glifosato non esisteva nessuna malerba che gli resisteva”, continua Schoenenberger. “Oggi sono decine le cosiddette super-erbe che rischiano di divenire incontrollabili. Di fatto abbiamo creato degli antagonisti ancora più aggressivi”. O nel caso dei fungicidi neonicotinoidi, che “hanno come effetto secondario quello di contribuire alla moria delle api”, fondamentali per l’impollinazione degli alberi da frutta.
Produttori e ambientalisti si sono schierati. E per i consumatori? Attualmente la frutta e la verdura che acquistiamo presenta un livello eccessivo di pesticidi? “Dalle analisi fatte dal laboratorio cantonale no”, ci dice Laura Regazzoni Meli, segretaria dell’Associazioni dei Consumatori della Svizzera Italiana, che sui due oggetti, iniziativa “Acque Pulite” e quella per il divieto dei pesticidi sintetici, non ha tuttavia ancora preso posizione. “È chiaro però che a livello ambientale una riduzione dei pesticidi sarebbe auspicabile”, dichiara.
Secondo Schoenenberger discorso diverso vale invece per l’acqua potabile, dove “abbiamo un cocktail di decine di sostanze. Prese singolarmente sono al di sotto delle soglie di tolleranza che vengono monitorate, ma nessuno sa quale sia l'effetto combinato di tutte queste sostanze”.
Infine sul fronte dei prezzi i contadini evidenziano che vi sarà un impatto. “Aumenteranno i prezzi e il turismo degli acquisti pure”, dice Sem Genini.
“Il consumatore deve valutare se è disposto a pagare dei prezzi più elevati per avere una qualità del nostro ambiente migliore”, conclude Regazzoni Meli.