Ppd, Regazzi teme un "ridimensionamento deleterio". Bruschetti parla di "sbando"

Ppd, Regazzi teme un "ridimensionamento deleterio". Bruschetti parla di "sbando"

Novembre 13, 2017 - 22:31
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Il Quotidiano intervista alcuni esponenti di primo piano del Ppd, fra cui il presidente Fiorenzò Dadò. Se per Dadò "siamo tutt’altro che azzoppati", altri sono più scettici.

"Mi sento sicuramente un presidente un po’ in difficoltà. Messo in difficoltà da un aspetto marginale del caso Argo1", così si è espresso il presidente del Ppd Fiorenzo Dadò, intervistato questa sera da Il Quotiadino della Rsi. Ma Dadò rimane comunque fiducioso sullo stato complessivo del partito. "Chi pensava di azzopparci si sbaglia di grosso, siamo tutt’altro che azzoppati", dichiara Dadò al Quotidiano. "Il nostro programma lo stiamo portando avanti con tenacia, con maggior tenacia, e presto presenteremo i risultati". Ma all'interno del Ppd non tutte le voci sembrano parlare all'unisono con il presidente cantonale. Sempre Il Quotidiano ha interpellato oggi anche altri esponenti del Ppd: i consiglieri nazionali Marco Romano e Fabio Regazzi e il sindaco di Massagno Giovanni Bruschetti. E proprio Bruschetti è il più critico sullo stato del Ppd. Il sindaco di Massagno a Il Quotidiano parla di “un momento di estrema difficoltà, dove si fa fatica a capire la leadership".  "Si è un pochettino allo sbando”, dice Bruschetti. Anche il consigliere nazionale Regazzi esprime grande preoccupazione. "È chiaro che un colpo come questo potrebbe, se non squassarci, avere come conseguenza un ridimensionamento che sarebbe deleterio”. Più ottimista il collega parlamentare Romano: "È una brutta vicenda, ma basta, ci sono centinaia di politici PPD che lavorano e meritano rispetto”.