Presto granconsigliere: "Mi batterò per le tradizioni, la sicurezza e il lavoro"

Presto granconsigliere: "Mi batterò per le tradizioni, la sicurezza e il lavoro"

Luglio 24, 2018 - 18:30
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Il consigliere comunale della Lega di Lugano Nicholas Marioli, subentrerà in Gran Consiglio dopo le dimissioni dell’ormai ex deputato Gianmaria Frapolli. Primo subentrante del circondario di Lugano per la lista elettorale 2015 della Lega, Marioli dovrebbe subentrare in occasione della prossima seduta del Legislativo cantonale.
 

Nicholas Marioli, ormai è certo che il prossimo autunno subentrerà in Gran Consiglio al posto del dimissionario Gianmaria Frapolli. Quando si è candidato nel 2015 si sarebbe aspettato di entrare nel Legislativo cantonale?
No, non me lo sarei mai aspettato. Ancor meno mi sarei aspettato di poter entrare quasi al termine della legislatura. È stata veramente una sorpresa.

Per quali temi si impegnerà maggiormente in Gran Consiglio?
I miei "cavalli di battaglia" sono quelli che ho mantenuto da quando ho iniziato a fare politica fino ad oggi, gli stessi che sto portando avanti anche in Consiglio comunale a Lugano, dove siedo da due anni. Sono i temi della salvaguardia delle tradizioni e delle nostre origini, il tema della sicurezza e della tutela dei posti di lavoro. Sono temi in cui per altro su scala cantonale, in Gran Consiglio, vi è un maggior margine di manovra.

Lei in passato ha militato anche nell'Udc, in particolare nei Giovani,  a fianco di esponenti come Lara Filippini e Alain Bühler. Secondo lei qual è la differenza fra questi due partiti?
In base alla mia attività nell'Udc non posso dire molto, visto che vi sono stato per pochi mesi e non mi sono mai candidato nelle loro liste. È stata una parentesi molto breve.
Oggi osservo che la Lega è forse un movimento più vicino alla gente, più radicato in Ticino, a differenza dell'Udc, che è una sezione di un partito nazionale.

Lo scorso sabato è stato pubblicato un suo articolo (vedi qui), dove criticava la decisione di una società di ginnastica e di una scuola argoviesi togliere, in occasione delle feste di fine anno scolastico, la carne di maiale, in particolar modo i cervelat, in segno di rispetto nei confronti degli alunni musulmani. Lei sosteneva che il "promovimento delle nostre tradizioni è uno strumento per unire e non per disunire". Se invece un divieto o una limitazione per i cervelat o per la carne in generale, arrivasse dalle indicazioni di carattere salutistico, che sempre più spesso emergono, lei come si schiererebbe?
Fintanto che un alimento è considerato commestibile non vedo perché debba essere vietato. Se dovessimo evitare tutti i cibi che fanno male alla salute oggi ci rimarrebbe ben poco di quello che mangiamo. In ogni caso la vedo come una possibilità piuttosto remota.

Anche per i musulmani, dunque, è una scelta individuale?
Sicuramente. Gli allievi islamici hanno sempre avito al libertà di non mangiare la carne di maiale. In Argovia però volevano toglierla del tutto in favore di una multiculturalità e di una globalizzazione che io non condivido.

Crede che riuscirà ad essere rieletto alle prossime cantonali del 2019?
Non ne ho idea. Devo ancora iniziare quella che per me sarà una nuova esperienza. Non sono in grado di fare pronostici.

Per quanto riguarda la Lega crede che crescerà ulteriormente?
Credo che tutto sommato la Lega abbia lavorato bene a livello cantonale. Spero che forti del lavoro svolto in questi quattro anni, potremo presentarci ad aprile e ottenere un ottimo risultato.

Riuscirà a mantenere i due seggi in Consiglio di Stato?
Si. Sono fiducioso.