Procura: 4 nomi per una poltrona di capo

Procura: 4 nomi per una poltrona di capo

Febbraio 09, 2018 - 07:37
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Il futuro PG sta già "scritto nelle stelle"? Forse di è persa l'occasione per discutere su che magistratura si vuole...

Ultime manovre in atto nelle stanze della politica in vista della votazione del Gran Consiglio che nominerà il nuovo PG, il procuratore generale che guiderà la magistratura ticinese nei prossimi anni.
In testa ci sono il procuratore di area Ppd e ciellino Antonio Perugini e il presidente del cda del casinò di Lugano, di area socialista, Emanuele Stauffer (che quasi un ventennio fa entrò in magistratura per sostituire il procuratore, sempre di area socialista, Fabrizio Egenswiller, per poi passare al settore bancario approdando al Credit Suisse).
Lo "sceriffo anticanapai e antipostriboli" sarebbe in leggero vantaggio su Stauffer.
Forse bisognerebbe valutare che fra i due contendenti, la scelta migliore potrebbe essere quella di nominare qualcun'altro. Gli altri due candidati, Moreno Capella, anche lui di area Ppd e Andrea Pagani di area Plr, non hanno mai avuto reali chances (tanto che alcuni si aspettano il loro ritiro dalla corsa prima del voto in Parlamento).
Ma forse proprio Pagani e Cappella potrebbero essere i migliori prossimi PG. Al di là dell'area di provenienza politica, entrambi conoscono bene la procura, in questi anni hanno esercitato il loro mandato senza troppe apparizione sui media, non partecipano a "tour di conferenze" dove ci si esprime sui temi d'attualità politico-sociale, assieme a dei politici. Capella e Pagani sono l'emblema della sobrietà, della competenza e dell'equilibrio.
Inoltre non godono del convinto sostegno dei loro partiti: non è un segreto che il Ppd stia facendo quadrato attorno ad Antonio Perugini, abbandonando Capella al suo destino; mentre una parte consistente del Plrt preferirebbe Stauffer al "proprio" candidato Pagani. Mentre i socialisti sono propensi a sostenere in blocco Stauffer e la Lega propenderebbe per Perugini (anche se si vocifera che una minoranza al suo interno potrebbe orientarsi su Stauffer, che se eletto PG liberebbe la presidenza del cda del Casinò di Lugano).
Il fatto che i due non godono di un forte sostegno dal partito di riferimento potrebbe in futuro essere anche positivo. Infatti negli ultimi 15 anni sono cresciuti in Ticino scandali e scandaletti che hanno coinvolto direttamente o indirettamente la politica. Poter vantare voti "trasversali" è sicuramente meglio che essere eletti con i voti compatti di due partiti.
Capella si è fatto conoscere quando l'allora consigliere di Stato Ppd Alex Pedrazzini, durante lo scandolo Cuomo-Verda, lo nominò a capo dell'Ufficio permessi e passaporti (visto che il precedente capoufficio aveva qualche guaio con la magistratura) e qualche anno dopo, un po' a sorpresa, è stato nominato dal parlamento procuratore (il Ppd in quella tornata sosteneva un altro candidato). Dunque Capella è diventato magistrato a prescindere del volere del suo partito. E in questi anni si è mosso bene.
Andrea Pagani, che abbiamo potuto ascoltare all'hotel De la Paix a Lugano nel 2015 (vedi qui) ad una conferenza in cui parlava anche il consigliere nazionale Ppd Marco Romano e il magistrato antimafia italiano Nicola Gratteri, ci sembra il miglior profilo se si vuole veramente occuparsi più incisivamente delle possibile infiltrazione della mafia, della camorra, ma soprattutto della 'ndrangheta.
Ma come spesso capita le logiche dei partiti sono assai diverse. Non importa quale profilo sia migliore per raggiungere determinati obiettivi (visto che la politica non vuole chiedersi che indirizzo dovrebbe intraprendere la magistratura). Si preferiscono altri ragionamenti. Ad esempio quelli di bottega. Non è un segreto che Perugini sia favorito, anche perché il suo mandato sarebbe relativamente breve. E fra pochi anni si dovrebbe nominare il suo successore. A quel punto il Parlamento sarebbe chiamato ad eleggere un nuovo PG. E chi non ha voluto mettere fuori la faccia in questa tornata, potrebbe trovarsi la strada spianata.
Certo c'è da chiedersi la credibilità che tutte queste "logiche" e "ragionamenti" generano nell'opinione pubblica. Il Gran Consiglio fra poche settimane si pronucerà su chi guiderà la procura ticinese, dopo che in quasi un anno Parlamento e Consiglio di Stato hanno perso la faccia nel non arrivarne ad una sullo scandalo Argo1 (ricordiamocelo: ha fatto di più l'inchiesta giornalistica di Aldo Sofia che il Gran Consiglio per far luce sulla vicenda Argo1). Quasi, quasi, sarebbe meglio l'elezione diretta, da parte del popolo del PG.
Non saremo noi, con i nostri scritti a cambiare l'esito di una nomina che è già scritta nelle stelle. Ma ci ostiniamo a pensare che con la nomina del PG si stia perdendo un'occasione importante per discutere e confrontarsi su che magistraura si vuole e quale profilo sia migliore per l'indirizzo scelto.
Ma ormai ci stiamo abituando a vedere persa qualsiasi occasione.