Quale futuro per l'aeroporto? Nel Ps Ticino Bertoli conta sempre meno

Quale futuro per l'aeroporto? Nel Ps Ticino Bertoli conta sempre meno

Ottobre 19, 2017 - 00:38
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Per il messaggio sul rilancio di Lasa la strada si complica. Bertoli perde sul pacchetto fiscale e sociale (leggi qui). Tutti colpevoli, tutti innocenti?

Si complica la strada per l'aeroporto di Lugano. Appena nominati i tre nuovi membri (Raoul Paglia, Ps, Robert Deillon, Plr e Marco Bortolin, Lega) del cda della Lasa (Lugano Airport S.A.), ecco che quest'ultima, assieme al Municipio di Lugamo (principale azionista della Lasa), dovranno chinarsi sulla difficile situazione venutasi a creare dopo l'annuncio del "ridimensionamento" di Darwin Airlines, che ha fatto sapere di voler chiudere 2 delle 3 rotte operative da Agno.
A questo punto trovare il il consenso politico (e nell'opinione pubblica) per far passare il messaggio municipale da 20 milioni di franchi per il rilancio dello scalo di Agno è quasi una chimera. 
Ne saranno felici i verdi di Lugano, da sempre favorevoli alla chiusura di Lugano Airport e in buona parte l'Udc, che nonostante figuri fra le forze politiche che hanno sempre sostenuto l'aeroporto, negli ultimi tempi, attraverso il loro consigliere comunale Tiziano Galeazzi è stata fra i partiti più critici nei confronti della gestione del dossier sull'aeroporto.
 
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Polemica e "scandalo" sulle gole profonde della ditta Argo1. Il Corriere ha pubblicato la notizia che Morini (colui che nel servizio di Falò è il grande accusatore della società di sicurezza) sia al beneficio di una rendita per invalidità in Italia inferiore ai 300 euro al mese. Bene. Ma il punto è un altro. Ovvero se nel servizio di Aldo Sofia di Falò le accuse che vengono sollevate nei confronti di Argo1 (e a tutta la gestione del servizio rifugiati) siano vere o meno.

Il resto è, secondo noi, "cortina fumogena". Stiamo ai fatti e alle accuse (che ovviamente vanno verificate), non al resto, ossia se una delle "gole profonde" abbia fatto qualcosa di discutibile. Semmai sarà chiamato a rispondere per le sue infrazioni. Ma ciò non vuol dire per forza che le sue accuse non siano fondate. Vanno verificate e appurate.
Ma l'impressione è che sia iniziato uno strano gioco, quello di screditare tutto e tutti, creando molta confusione nell'opinione pubblica. D'altroonde il vecchio adagio, "tutti colpevoli, tutti innocenti" potrebbe tornare utile.
 
 
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Il comitato cantonale del Ps Ticino di mercoledì 18 ottobre è stato tutto incentrato sulla riforma fiscale-sociale (guarda qui le foto). Al di là del merito della riforma, questo comitato cantonale è stata l'occasione per misurarsi all'interno dell'organo legislativo dei socialisti. In sintesi i "bertoliani" (prevalentemente favorevoli alla riforma) da una parte e dall'altra i "carobbiani" (prevalentemente contrari). Nel primo gruppo figurano la stragrande maggioranza del gruppo parlamentare socialista (esclusi il capogruppo Ivo Durisch e "l'indipendente" Jacques Ducry) e ovviamente il consigliere di Stato. Nel secondo gruppo oltre a Marina Carobbio figurano il Presidente cantonale Igor Righini e la stragrande maggioranza dei giovani di GiSo. 

E Bertoli ha perso!
La partita va anche letta nell'ottica delle elezioni cantonali 2019. Ora i carobbiani (per l'ennesima volta) hanno dimostrato di essere maggioritari all'interno del partito.  Ora bisogna vedere se riusciranno a trovare un candidato o una candidata che riesca a "pensionare" l'attuale consigliere di Stato.